Contraddizioni festive

Circondato dai clacson del traffico, cercando un varco tra le auto parcheggiate in doppia fila, sentendo i litigi delle coppie, spintonato dall’ennesimo passante affannato, con le sue buste coi i marchi dei negozi e scansando ancora un altro bambino piangente con o senza carrozzino, ho notato, con non troppa meraviglia, che le persone si stressano di più quando fanno finta di divertirsi, che quando fanno finta di lavorare.

Annunci

Odio Babbo Natale

Pallone gonfiato

Babbo Natale: un pallone gonfiato

Sia ben chiaro: voglio molto bene al Babbo Natale che legge le letterine, porta i regali a tutti i bambini (e non solo a quelli che sono stati buoni) e che ha il gran pregio di fare il suo lavoro senza farsi mai vedere.

Non sopporto quell’altro, il suo omonimo di successo: il Babbo Natale delle pubblicità, inventato dalla Coca Cola per ridurre San Nicola a “testimonial” della loro bibita zuccherata più ancora di quanto sia gasata. Onnipresente panzone, finto bonaccione e vestito in modo ridicolo, è il simbolo della scarsa fantasia dei “creativi” che non trovano di meglio che propinarcelo in tutte le salse, per venderci qualsiasi cosa, dai prodotti tecnologici ai cosmetici, dagli alimentari alle automobili.

Insomma non sopporto il Babbo Natale che, pur di non lavorare e di uscire in televisione, accetta di rendersi oltremodo ridicolo. Come simbolo condiviso di un Natale “politically correct”, privato di qualunque contenuto spirituale, occidentalizzato e consumistico, mi sembra davvero un po’ scarsino.

Per la risurrezione necessaria della politica

Questa, come tutte le crisi, fornisce almeno alcuni stimoli positivi, a chi li sa trovare, e senza dubbio pone delle sfide. E’ più facile accettare cambiamenti quando si vedono a rischio i propri punti di riferimento, e questa è certamente un’arma a doppio taglio.

Una sfida fondamentale è, secondo me, riuscire a rinnovare la politica (in senso lato, non solo la classe politica): o le restituiremo ruolo, forza e responsabilità, come espressione, seppure approssimativa, della collettività, oppure sarà a rischio il futuro stesso della democrazia, non nelle forme, che possono svuotarsi e rimanere un’esile facciata, ma nella sua stessa sostanza.

L’inizio non è dei migliori: un Parlamento che si affida ad un governo tecnico che faccia scelte impopolari in vece sua, non stimola certo la fiducia. Ci sono le esibizioni di personaggi difficili da qualificare con termini civili. Poi c’è la questione degli stipendi, vitalizi, portaborse, auto blu ed altri appannaggi che, detto fra noi, mi sembra più utile a fare rumore che sostanza.

La crisi della politica non si limita ai privilegi della casta e non si esaurisce ad essa, tutt’altro. Politici ben pagati, ma che si assumano le proprie responsabilità e rischino davanti all’elettorato, a me andrebbero benissimo. E’ l’insipienza che disturba e che lascia il potere nelle mani della finanza.

Se ci sono corrotti, vuol dire che ci sono (e ci sono stati) corruttori: non credo ad una classe politica di gran lunga peggiore del Paese che l’ha eletta.

L’antipolitica può essere pericolosa, perché i privilegi degli uomini di Stato – accumulati nel corso di decenni – sono, a mio avviso, un sintomo, non la causa del malfunzionamento della democrazia.

E’ una sfida che riguarda tutti: sia chi siede sugli scranni del Parlamento sia il sottoscritto e chiunque faccia parte della cosiddetta “opinione pubblica”. Indignarsi per i privilegi non può trasformarsi nel dare addosso al Parlamento e non deve far dimenticare le altre responsabilità coinvolte. Istituzioni politiche svuotate significano ancora più potere alle banche, ai grandi investitori e alle organizzazioni criminali.

Benvenuti!

Qua riprende la mia (finora fallimentare) avventura di blogger, dopo anni di esperienza su Splinder. Tenterò di essere un po’ più concreto ed organizzato di prima.

Non trasferirò qui tutto il materiale, voglio approfittare dell’occasione per ricominciare da zero e, sperabilmente, meglio. Ho idea di dare un po’ più spazio alle cose che mi piacciono ed un po’ meno ai commenti di attualità, che pure, ogni tanto, mi scapperanno di mano.

Benvenuti e… Stay tuned!