Uno più uni

Adunanza oceanica

C’è una mentalità comune di considerare la maggior parte delle persone come semplici figuranti su una scena in cui agiscono pochi grandi uomini (e magari donne). Ce lo insegnano i libri di storia ed anche le favole, mi sembra, funzionano più o meno così.

Maghi, nobili ed eroi

Non mi è chiaro che ruolo ognuno assegni a se stesso in quest’ambito, resta il fatto che la “massa” è indistinta, o meglio fatta da elementi che possono essere facilmente sostituiti, senza che il quadro generale cambi in modo sensibile.

“Massa” è in effetti un concetto che sa di stantio, ha il sapore dei regimi dittatoriali del secolo scorso e non va più di moda. In realtà lo schema sopra esposto serve ad altro e funziona spesso come mezzo di auto-assoluzione: che colpa ne abbiamo noi di quello che succede, dal momento che non siamo quelli che decidono?

“Noi” siamo i piccoli, facciamo quello che possiamo, che siamo costretti. Quelli che decidono per tutti, nel bene e nel male, sono “loro”. Il “noi” ed il “loro”, badare bene, sono sempre indistinto e per questo flessibili nell’uso. Comodi, insomma.

Che colpa ne abbiamo della crisi, tanto per dire, se abbiamo solo evaso un po’ di tasse? Se abbiamo forzato un po’ sulla percentuale d’invalidità? Se abbiamo chiesto raccomandazione per un lavoro? Dovevamo pur vivere!

O che responsabilità abbiamo nella tratta di esseri umani, se ho solo una colf in nero o se una volta ogni tanto vado a puttane? Non faccio male a nessuno!

Che posso mai fare io, piccolo e meschino, per la fame nel mondo? Ho già i miei guai.

Insomma, mi limito per pura comodità.

Bisognerebbe forse modificare la mentalità in modo che la comunità acquisisca un po’ più di valore, e non come collettività indistinta ma come somma di individui liberi e – parolaccia – responsabili. L’uno dell’altro.

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3 thoughts on “Uno più uni

  1. purtroppo vige come costune societario una generalizzazione dei soggetti_oggetti che porta a segmentare l’individuo in ingranaggio del macrosistema e, come in tutti gli ingranaggi, ci sono parti che se non funzionano lo fermano e parti che se anche non funzionano non influsicono sul suo andare. Questa resa meccanicistica dell’umanità_società fa sì che ogni individuo si arroghi il diritto di evadere, razziare, aggrapparsi alla paralegalità con una sorta di innocenza concessa e, se si vuole, anche inevitabile, poichè ogni meccanismo che vive sulle forzature arriverà ad autorizzare le forzature stesse per uno status culturale ma anche di sopravvivenza.
    Detto ciò è innegabile che ci siano protagonisti e comparse nella vita, nella società, nella storia guardata nell’ottica macroscopica, PinOpALLO o Che Guevara hanno dato apporti diversi allo svolgimento degli eventi. La vera rivoluxzione sarà quando ognuno avrà coscienza che il proprio “regno” individuale concorre in misura minore o maggiore all’evolversi del regno collettivo,
    Non mi sento però, di colpevolizzare persone che non puliscono la cacca del proprio cane (per fare un esempio) allo stesso modo di chi ha gestito industrie inquinanti per decenni senza colpo ferire. Ad ognuno vanno i meriti in proporzione al suo agito ma ad ognuno vanno anche i demeriti e le conseguenze dannose a lunga gittata del suo agito.
    Del resto la scelta di essere protagonista o comparsa è soggettiva, aldilà delle opportunità favorevoli e dei vantaggi di nascita. A volte si sceglie di essere comparsa nel macro ma protagonista nel micro e, certamente, gli effetti positivi su una porzione di regno posso esperirsi anche così.
    un saluto 🙂

  2. Margot,

    Forse ho generalizzato un po’ troppo e non volevo certo intendere che tutte le responsabilità ed i gesti sono uguali, ma che questo non cancella le responsabilità (ed opportunità) individuali, per grandi o piccole che siano. Non tutti possono essere Garibaldi, come giustamente osservi, e neppure sarebbe utile: di generali senza esercito ne abbiamo già fin troppi e fanno già abbastanza danni. E’ solo che a volte mi sembra di vedere un po’ troppa ipocrisia e facile auto-assoluzione in giro.

    Un saluto e spero che torni a farmi visita, ogni tanto.

    • sull’ipocrisia e le autoassoluzioni sono completamente d’accordo. i nostri insondabili meccanismi psichici hanno uno svolgersi non certo lineare, e quindi capita frequentemente che qualcuno si assolva pur avendo compiuto colpe gravi e, viceversa, qualcuno si maceri nei sensi di colpa per colpe lievi o presunte.

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