Piove, governo tecnico!

 

Mettiamo che sia vero che non viviamo più in una democrazia. Mettiamo che sia vero che “ci hanno consegnati nelle mani dell’oligarchia finanziaria”. Mettiamo che sia vero che il Governo è un fantoccio pilotato dalla BCE, che a sua volta è guidata dalla finanza internazionale. Io non lo so, tanti lo affermano. Ma allora, qual’è la risposta?

Se siete proprio convinti che sia così, allora scendere in piazza è solo il primo passo, tanto per spargere la voce. Protestare contro chi? Qualcuno che non ha un vero potere? Qualcuno che non ha un volto e non vi starà a sentire, perché non teme il vostro voto?

La rivolta armata? Meglio scansarla. E’ il metodo migliore per accelerare l’avvento delle dittature e le peggiori rovine. Credetemi, la violenza porta al comando i peggiori, la Storia mostra innumerevoli casi.

Cosa fare allora? Semplice: inceppare la macchina.

Volendo, si può cambiare il mondo: c’è chi ci è riuscito. Qualsiasi meccanismo può essere sabotato, basta individuare gli ingranaggi e trovare il modo di ingripparli. Ed essere pronti a subire le conseguenze. Qualche privazione.

Se siete convinti che vi incastrino con i debiti, non ne fate. Chi ha un reddito, campi con quello che ha e, se può, aiuti chi non ne ha a non finire stritolato. Cambiate la logica: meno accumulo e più condivisione.

Sovvertite il meccanismo psicologico che porta a consumare, e quindi ad arricchire sempre gli stessi. Non comprate gli i-qualcosa. Fate a meno degli e-gadget. Andate in giro a piedi, prendete gli autobus o in caso d’emergenza il taxi. E’ scomodo? La rivoluzione è scomoda. Costa caro? Almeno farete vivere un onesto lavoratore.

Comprate abiti e scarpe quando vi servono e non etichette quando la pubblicità ve lo chiede. Non inseguite più guadagno di quello che vi basta.

Come sempre, il mondo si cambia cominciando da se stessi. E diffondendo un modo diverso di vivere. Oppure volete solo un nuovo boom economico, inevitabilmente passeggero?

Non cambierete il mondo cambiando cellulare.

Non lo cambierete aspirando a consumare di più.

Non farete chiudere la BCE chiedendo un aumento di stipendio o un piccolo sgravio fiscale.

Non intaccherete i super-ricchi andando a fare il pieno di GPL al posto della benzina.

Sbagliato? Forse, anzi certamente. Il sottoscritto fa pochissime, e male, delle cose sopra elencate. Non è neanche così motivato. Ma siate conseguenti: agite in base a quello che predicate (e che vi fate belli postando sul Web).

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5 thoughts on “Piove, governo tecnico!

  1. Presente! Amo la mia scassata bicicletta, e bestemmio contro il treno che mi porta al lavoro e che di solito viaggia senza portiere. A parte gli scherzi, certe volte è anche conveniente rinunciare a qualche spesa. Non tutte le cose che possiamo fare per renderci utili agli altri sono inutili per noi stessi. Alle volte c’è davvero solo da guadagnare.

  2. La bicicletta ha dato una marcia in più alle mie finanze e – perché no – anche ai miei glutei! Risparmio sull’abbonamento ai mezzi pubblici e ci guadagno in salute. Ci provo ad essere coerente e a fare la differenziata come si deve, a rigare dritto. Però i momenti di sconforto sono umani, soprattutto in un paese corrotto come il nostro. Posso stare parecchi minuti a disquisire sulla riciclabilità o meno dei bicchieri di plastica, ma quando sento parlare di politici che si giocano i soldi pubblici alle slot machine, mi viene voglia di rovesciare loro in testa il sacchetto dell’organico.

  3. A quanto pare la bicicletta è diventata il nuovo simbolo alternativo. D’altra parte quest’anno si sono vendute in Italia più biciclette che automobili, e non succedeva da non so quanti anni.
    Lo sottolineo: io sono poco convinto ed incoerente, infatti sono automobilista, in buona parte per necessità. Ma guido piano! Sto attento alla differenziata e chiudo l’acqua mentre mi faccio la barba o mi lavo i denti. Però mi rendo conto che ci vuole ben altro per fare la rivoluzione. Penso, soprattutto, un po’ di condivisione. Mica facile.
    Grazie per i commenti!

  4. credo tu abbia fatto centro, con precisione chirurgica. L’intento di vincolare le masse al consumismo sfrenato, fino a rendere indispensabile il superfluo nè è la prova provata, i gestori del mondo hanno paura proprio che il meccanismo si ingrippi.
    Ognuno di noi può fare qualcosa in proprio però ciò serve più a tener pulita la coscienza che a cambiare le cose. TUTTI insieme costituiremmo una potenza d’urto devastante ma questa sarebbe già impresa titanica.

    TADS

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