Un pinguino tradizionalista?

Linux si trova oggi, per certi aspetti, sul lato conservativo dell’informatica, ma andando a fondo non è esattamente così e, per la parte in cui è vero, non è ne una novità ne un vero paradosso.

Windows 8 sta introducendo su computer da tavolo e portatili una nuova interfaccia grafica, che cerca di essere più facile da impiegare e trasversale o quasi con i dispositivi tattili (telefonini avanzati, tavolette) Non tutti sono favorevoli, ma pare che il nuovo Finestre 8 stia vendendo abbastanza bene.

In Linux sta avvenendo qualcosa di simile con la nuova Gnome Shell, che è in realtà comparsa un bel po’ prima di Win-8 e propone ancora un altro approccio all’utilizzo del computer. Sulla scia è nata Unity, la nuova interfaccia grafica di Ubuntu

In ambito Linux, però, quest’innovazione ha portato a diverse reazioni: curiosità ed accettazione da un lato, prudenza e fastidio fino al rifiuto più o meno deciso dall’altro. Di conseguenza Gnome ha visto un netto calo di utilizzatori (e sviluppatori) mentre è aumentata la diffusione dei desktop di impostazione tradizionale, col menù applicazioni, la barra e tutto: KDE in primo luogo, ma anche Xfce, Lxde… A rendere più complesso il quadro sono comparsi nuovi desktop, per riprendere il discorso da dove la vecchia Gnome aveva lasciato: Mate, Cinnamom… Ubuntu si è visto surclassare, come interesse, da Mint, una distribuzione che ha fatto dell’aderenza ad un desktop “classico” uno dei suoi marchi di fabbrica: i due ultimi progetti elencati sono nati proprio da quelle parti.

Si evidenziano quindi alcuni aspetti interessanti:

– Libertà di scelta: chi usa Windows usa l’interfaccia grafica fornita dalla Microsoft, con solo le possibilità di configurazione consentite da Microsoft. Chi usa Linux può guardarsi intorno e scegliere in un’ampia rosa di possibilità e, se è sufficientemente esperto, anche mettere assieme i singoli pezzi che gli interessano e solo quelli.

– Linux non è necessariamente all’avanguardia, anzi: fedele (quando ci riesce) alla filosofia Unix, l’importante è che le cose funzionino e servano allo scopo. Ogni parte del sistema operativo deve fare il suo dovere ed interagire con le altre.

– Il brusco cambio di direzione di Windows poteva infatti essere l’occasione per raccogliere una quota di utilizzatori delusi e tradizionalisti, ma non è stato così: Linux resta marginale in campo “desktop” (mentre è diffusissimo a livello “server”) e chi è deluso da Windows, o stringe di denti e si adatta o al più passa ad Apple. Linux non ha raggiunto il livello di usabilità che lo può rendere appetibile ad una più ampia fascia di utenti, la sua storia ha visto così tanti casi di occasioni mancate che ormai mi sembra chiaro che, per molti motivi, quella strada non si riesce a seguire.

La mia scelta? Se a qualcuno interessa, Linux Mint Debian Edition, con desktop Xfce. Soluzione forse un po’ spartana ma pratica. Anche Gnome-Shell e KDE non sono niente male, però. (Post scritto dal mio netbook con Win 7).

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