The dark side of Mars

Decollo!

In un pub così così, non lontano dal mare, a tavola con gente che, in buona parte, credo di conoscere a sufficienza, ti aspetteresti qualche scherzo, qualche chiacchiera rilassante, e così, di fatto, avviene. Ma la sorpresa è dietro l’angolo, come sempre, e se non ti danneggia ti rompe le scatole.

Il tizio che mi siede di fronte lo conosco da un po’, superficialmente. E’ un po’ strano ma niente di più: so che ha allevato un pitone in casa per un periodo, ma fa un lavoro normale. Lui ha voglia di parlare, sa che sono ingegnere e lavoro per una nota casa automobilistica ed allora parte con le domande pseudo-tecniche. E’ un momento che odio. C’è chi pensa che, avendo il “titolo”, dovresti sapere tutto, compresi i più infimi ed astrusi recessi della tecnica, e dovresti anche orecchiare qualcosa di quello che si dice nelle “segrete stanze”, dove agiscono le lobby che pilotano i dietro-le-quinte del mondo.

“Quando fate l’auto ad idrogeno?”

Come quando? C’è già – gli faccio – che ci vuole.

(Non è che non voglio rispondere seriamente, ma è sabato sera, mi stressa essere preciso, pensare alla tecnica, alle equazioni ed ai bilanci).

“E perché non la vendete?”

Tu la compreresti?

“Certo”.

E dove andresti a fare il pieno?

Attimo di silenzio, ma brevissimo. Cambia abilmente direzione.

“Le Mercedes sono belle macchine eh?”

(Tenta di provocarmi, lo so, devo sforzarmi di non cascarci).

Ottime!

“La mia ha 600’000 km, sono pochi?”

Pochissimi.

“Ma è possibile mettere un motore Ferrari su una Punto?”

(Dovrei rispondere in modo spiritoso, lo so, ma non ce la faccio).

Direi di no.

“Perchè?”

(Stavolta un attimo di silenzio lo faccio io…)

Perché non c’è spazio.

“Ma sulla Fiat Coupè si”.

Ah certo, li si, come no, un sacco di spazio per tutti i cilindri modenesi che vuoi.

“Ma come faccio a metterlo?”

Come fai?

“Lo porto ad un centro assistenza autorizzato Fiat?”

All’assistenza… Si certo, li sono specialisti a montare i motori Ferrari, un po’ dappertutto. (Per la verità credo che non ne abbiano mai visto uno).

Mi metto a chiacchierare con le altre persone al tavolo, ma il mio interlocutore non ha finito il repertorio della serata: attacca subito con un altro argomento.

“Ma il moto perpetuo esiste?”

No! certo che no! (Rispondo d’istinto, senza riflettere sulle conseguenze, è un riflesso condizionato).

“Ed invece si!” Mi fa tutto trionfante.

L’hai inventato tu?

“No, l’ho visto su Voyager!”

Ah allora… Una nota ed apprezzata pubblicazione scientifica. Strano che l’inventore del moto perpetuo non abbia vinto il Nobel, sarà di certo colpa delle lobby di cui sopra.

Mi chiede chiarimenti sul perché il moto perpetuo non dovrebbe esistere, d’altra parte i pianeti girano attorno al sole… Questo lo porta al colpo finale, il clou della serata.

“Lo sai che vogliono colonizzare Marte?”

Beh si se ne parla, ogni tanto.

“Si, cominceranno tra poco e cercano volontari.”

(Temo la botta finale)

“Io mi sono iscritto!”

Bravo. E come hai fatto?

“Su internet.”

Chiaro! Che domande faccio. E per fare cosa?

“Ci sarà bisogno di gente che lavora su Marte. Uffici d’anagrafe, del catasto, banche”

Ah ecco, ecco.

“Il viaggio dura sei mesi”

Sveglio o addormentato?

“Come?”

No dico, sarà noioso stare sei mesi in un cubicolo d’astronave. Spero che almeno le classi siano miste come sessi. Ma ci vorrà molto.

“No, tra un paio d’anni saranno già pronte le colonie”.

Beh sinceramente, spero che accettino la tua candidatura.

Annunci