La politica dei tifosi

risiko

Pro-Putin ed anti-Putin, pro-dimostrati e legalisti, leggo in giro le prese di posizione e quasi non ci credo. Pare di sentire le opinioni dei tifosi di calcio al bar, quando parlano dello stato d’animo dei loro campioni preferiti. Come se al potere russo interessassero gli ucraini in quanto russi. E come se all’Occidente interessasse la Crimea in termini di giustizia internazionale. In tanti stanno inquadrando gli eventi internazionali del nostro vicino oriente sulla base degli schemi mentali consolidati ed in vista di trarne ulteriori conferme di convinzioni già salde. Faccio lo stesso anch’io e, sinceramente ho difficoltà ad individuare un “buono” in una sfida geopolitica che si sta giocando con strumenti molto simili a quelli di due secoli fa. Ho anche difficoltà a capire quale sia il “bene” del popolo ucraino, trattandosi di un’entità variegata. Dubito che alla Russia interessi la Cecenia perché la maggior parte dei suoi abitanti si sentono russi, altrimenti le avrebbe consentito libera autodeterminazione. Ed in Afghanistan, prima degli USA c’erano proprio loro a portare la pax sovietica con i tank. In sintesi, mi sembra che ci sia poco da entusiasmarsi, da qualsiasi lato lo si guardi. La Russia sta rialzando la testa, cercando di recuperare il ruolo di potenza internazionale nucleare, approfittando della situazione di USA usciti dalla crisi ma non più forti e sicuri di se come nei decenni passati, e di un’Europa da sempre inconsistente come politica estera e troppo presa dalle proprie problematiche interne, economiche, sociali e “bancarie”. Buttando nel “mix” le nuove potenze in crescita, la nuova guerra fredda rischia di essere più complicata e costosa della vecchia. Si lo so, sto semplificando all’eccesso, ma è solo per dare l’idea. Staremo a vedere ed è probabile che, in un modo o nell’altro, ci sarà da ballare!

Vicini alla metà?

Napoli-Vesuvio

Avendo ricevuto dall’editore la bozza corretta del mio primo romanzo, comincio a sospettare che possa essere vero: nonostante dubbi e ritardi potrebbe arrivare nelle librerie. Correggiamoci: in alcune librerie, dal momento che si tratta soltanto di un piccolo editore, e in diversi negozi on-line. L’editore in questione non mi ha chiesto soldi per la pubblicazione: quando ne ho parlato in giro ho ottenuto diverse espressioni stupite, anche da gente più o meno “del settore”. Ora qualche dato:

Titolo: “Il Mediatore”.

Genere: Fantascienza napoletana.

Lunghezza: intorno alle 160 pagine.

Argomento: un futuro prossimo in cui alieni quasi del tutto invisibili inviano frammenti delle loro conoscenze al genere umano tramite intermediari volontari, i Mediatori, appunto, destabilizzando tecnologia, società e politica.

Trama: un mediatore a caccia del suo passato; un investigatore che lo insegue; tutti a caccia di un segreto.

Ambientazione: Napoli, la mia città, per la maggior parte del racconto anche se, per qualche strano fattore psicologico, nel testo non la nomino nemmeno una volta.

Insomma, a meno di ulteriori ritardi, che a questo punto ritengo più che probabili, forse ci avviciniamo alla meta. E spero di darvi i dettagli tecnici prima o poi. Stay tuned!

Complottissimi

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Ve la racconto io la verità. L’ho saputa da uno addentro alle sacre stanze ed anche a quelle profane. Non l’ho mai visto, ma, in cambio di una busta di biglietti da 50 Euro, mi manda ogni mese un Bacio Perugina. Nel bigliettino dentro c’è scritta una frase criptica che bisogna interpretare incrociando la Bibbia con le profezie di Nostradamus lette al contrario.

Le Torri Gemelle non sono mai esistite. Volevano farle, ma il progetto era sbagliato come tutte le cose USA e gli Amerikan imberialisti non volevano ammettere di non riuscire a tenerle su. Dove si è mai visto un castello di carte fatto di vetro e bastoncini di ferro? Sono state sempre aggiunte su fotografie e cartoline con il Photoshop. Alla fine però si sono stancati di corrompere tutti i turisti che andavano a New York perché dichiarassero di averle viste ed hanno finto di distruggerle.

Il Governo Mondiale Segreto non esiste. Se lo sono inventati i governi normali in una riunione fatta tanti anni fa in un paesino della Svizzera. Gli serviva come scusa per nascondere la loro incapacità a fare qualsiasi cosa di concreto. Ma alla fine è stato un bene: per convincere la gente che il Governo Segreto Mondiale esisteva davvero hanno dovuto prendere delle decisioni ed attribuirgliele. Tipo dare il voto alle donne, ad esempio.

Gli UFO non esistono: se li sono inventati gli alieni, che sono arrivati sbagliando strada con il teletrasporto ma non vogliono farci sapere quanto è avanzata la loro tecnologia, anche perché non saprebbero rimetterla in funzione e farebbero una figuraccia. Hanno pensato che un’astronave a forma di Maggiolino o di biscottiera volante fosse più digeribile al nostro quoziente intellettivo e in grado di circondarli di un’aura di mistero che fa fascino. Da parte loro, non se ne possono più andare, perché dopo tanti anni con noi i loro simili li considerano mentalmente deviati e non li vogliono: le badanti costerebbero troppo.

Le Piramidi d’Egitto non erano la tomba dei Faraoni. Tutti sanno che per una tomba basta una lapide, che cavolo. Erano un avanzatissimo esperimento nucleare condotto da lungimiranti scienziati egizi, che, come tutti sanno, erano possessori di saperi ormai dimenticati perché tanto non fregavano niente a nessuno. Lo scopo era di comprimere il suolo fino a farlo collassare e ottenere così una reazione di fusione nucleare in grado di generare calore sufficiente per fare evaporare il Nilo, e quindi far piovere sul deserto e renderlo fertile. L’idea era buona e testimoniava della stetta integrazione con la Natura di quell’antico popolo, ma la massa, nonostante gli sforzi, risultò insufficiente. In fondo solo un piccolo problema di ordini di grandezza, tipo una decina. Ne venne fuori uno scandalo che fu risolto pacificamente tagliando la testa agli architetti ed a qualche migliaio di schiavi e di creditori del Faraone.

Ora vi lascio: devo per forza prendere la mia pillolina e gli infermieri mi aspettano impazienti.