La politica dei tifosi

risiko

Pro-Putin ed anti-Putin, pro-dimostrati e legalisti, leggo in giro le prese di posizione e quasi non ci credo. Pare di sentire le opinioni dei tifosi di calcio al bar, quando parlano dello stato d’animo dei loro campioni preferiti. Come se al potere russo interessassero gli ucraini in quanto russi. E come se all’Occidente interessasse la Crimea in termini di giustizia internazionale. In tanti stanno inquadrando gli eventi internazionali del nostro vicino oriente sulla base degli schemi mentali consolidati ed in vista di trarne ulteriori conferme di convinzioni già salde. Faccio lo stesso anch’io e, sinceramente ho difficoltà ad individuare un “buono” in una sfida geopolitica che si sta giocando con strumenti molto simili a quelli di due secoli fa. Ho anche difficoltà a capire quale sia il “bene” del popolo ucraino, trattandosi di un’entità variegata. Dubito che alla Russia interessi la Cecenia perché la maggior parte dei suoi abitanti si sentono russi, altrimenti le avrebbe consentito libera autodeterminazione. Ed in Afghanistan, prima degli USA c’erano proprio loro a portare la pax sovietica con i tank. In sintesi, mi sembra che ci sia poco da entusiasmarsi, da qualsiasi lato lo si guardi. La Russia sta rialzando la testa, cercando di recuperare il ruolo di potenza internazionale nucleare, approfittando della situazione di USA usciti dalla crisi ma non più forti e sicuri di se come nei decenni passati, e di un’Europa da sempre inconsistente come politica estera e troppo presa dalle proprie problematiche interne, economiche, sociali e “bancarie”. Buttando nel “mix” le nuove potenze in crescita, la nuova guerra fredda rischia di essere più complicata e costosa della vecchia. Si lo so, sto semplificando all’eccesso, ma è solo per dare l’idea. Staremo a vedere ed è probabile che, in un modo o nell’altro, ci sarà da ballare!

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6 thoughts on “La politica dei tifosi

  1. Ma almeno rendiamoci conto del fatto che lo zar va spesso alla messa, e che i tempi dei sovietici sono finiti da un pezzo. In Italia siamo imbottiti di nostalgici che guardando ad oriente vedono solo falci e martelli: che non esistono proprio più. E’ roba che ormai laggiù trovi solo dal rigattiere. Per tutto il resto si può discutere, ma su questo no: corre l’anno 2014, aggiorniamo il calendario al presente.

    • Più che giusto (ed infatti il comunismo non lo nomino), ma la Russia attira le simpatie anche dei tradizionalisti e, secondo me paradossalmente, di certi anti-europeisti, che ne fanno una specie di novello “araldo dei popoli”.

  2. buongiorno illustre,
    la Russia sta semplicemente riappropriandosi di alcuni territori di quella unione che, concettualmente, non è mai caduta col muro, lo fa premendo sulla leva di una EU fallimentare. Non dimentichiamoci l’alleanza con la Cina, una fratellanza capace di avvilire economicamente tutto l’occidente (il debito USA è saldamente nelle mani di Pechino), non solo, le risorse energetiche gestite da Mosca fanno la differenza. Nei tempi moderni la “democrazia” è un concetto alienante per molti Paesi della ex URSS

    TADS

    • Se il riferimento era alla Crimea, la storia è complicata. Si tratta di un esempio di delirio sovietico. Nel senso che ai tempi dell’Urss il caro Kruscev decise di regalare la Crimea (Russia abitata da russi, appena liberatisi dai terribili predoni del Khanato) all’Ucraina. Il vero scopo della manovra era, in perfetto stile sovietico, calpestare le nazionalità, le lingue e le culture dell’impero: tutte, compresa quella russa. Di solito i sovietici procedevano spedendo via in Siberia intere comunità, ma in questo caso si scelse di pasticciare i confini. Un delirio di prepotenza, per l’appunto.

      Ora la Crimea è tornata dove doveva stare fin dal principio, chiudendo l’era delle vessazioni sovietiche. Per qualche strana ragione, alcune cancellerie occidentali anziché festeggiare la soppressione di quest’ultima offensiva ed odiosa stortura della storia hanno deciso di difendere lo status quo. Quello sovietico.

      • Giusta la tua analisi storica. Non credo però che nelle intenzioni di Putin ci siano i diritti delle popolazioni russe di Crimea, ed il risanamento di un’ingiustizia, ma più banalmente (e al contempo più profondamente) un’ambizione di potenza. Che non mi sembra solo sua, ma che faccia parte della Russia da secoli. La Crimea è un nodo strategico del Vicino Oriente da secoli. Anche le cancellerie occidentali, dal canto loro, hanno cercato, molto debolmente, di fare i propri interessi. Un saluto.

    • Condivido, in gran parte, la tua analisi. Considerando, per di più, che il termine “democrazia” mi sembra mal compreso – e spesso abusato quando non palesemente disatteso – anche dalle nostre parti. L’EU, per quanto ne sia concettualmente un fautore, lo dimostra. Per me la Russia sta semplicemente riprendendo un’ambizione di potenza e espansione territoriale che va molto più indietro della stessa Unione Sovietica.

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