Chi tocca il Grillo sparlante… è brutto e cattivo

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L’altro giorno mi sono divertito a battibeccare su Twitter con dei simpatizzanti del Cinque Stelle, Sarebbe stato educativo, se non fosse che già mi aspettavo la reazione.

Per la verità ho cominciato io: ho risposto a un Tweet costituito dal testo “fatemi capire” e da un’immagine contenente un testo (vecchio trucco per dare più enfasi e lunghezza al tweet), che recitava: “Solo quest’anno scandalo Mose, Scandalo Expo, Mafia capitale, ed è Grillo a far paura?”

La mia risposta è stata: “Grillo fa paura? Magari. Purtroppo fa ridere”.

Ho un po’ esagerato: mi piaceva molto Grillo quando faceva ridere. Ancora mi sbellico sui vecchi filmati di “Te la do io l’America”, un capolavoro comico-umoristico!

E si, lo so, un po’ me la sono cercata, ma coincide abbastanza bene con quello che penso: fino a che i M5S continueranno a scannarsi tra di loro faranno davvero poca paura alla politica consolidata, e in futuro andrà peggio.

Prima risposta: “Spiegati”. Pensavo di essere stato chiaro. Mi sono spiegato: “Grillo poteva cambiare l’Italia, si è ridotto all’eterno Aventino del “noi non c’eravamo””.

Risposta iper-difensivista: “Come avrebbe fatto a cambiare? E’ stato più dignitoso non allearsi con questi parassiti! Lui l’ha capito prima di noi!”

Il che, secondo me, conferma esattamente quello che dicevo io: ovvero tenersi fuori dai giochi per potersi atteggiare a quello che urla. E riconoscersi nel para-guru senza se e senza ma. Ma un altro, non pensandola come me, commenta “brava”. E poi ancora: “Grillo è solo il garante di un Movimento. Se ci sono stati errori, la colpa è di tutti noi”.

E daglie, come dicono alla Sorbona. Avevo quasi pensato di lasciar perdere, ma poi ho pensato che no: “Ma quale garante, Grillo è l’immagine e il dittatore a metà del movimento”. A metà, chiaramente, o forse qualcosa in meno, perché la titolarità vera ce l’ha il para-guru Casaleggio. Ma la brevità dello strumento non consente approfondimenti dialettici: il gioco è proprio suggerire, lavorare sui riferimenti.

Ovviamente in questo modo mi sono esposto:

“Libero di pensarla come vuoi! La dittatura c’e’ già un governo con 13 voti di fiducia non credo sia DEMOCRATICO!”

“Grazie al voto di tutti i partiti eccetto SEL e M5stelle”.

“Mi sembra che i voti di fiducia siano ben di più di 13!”

“Hai ragione! Sono talmente tanti in meno di un anno che ho perso il conto!!”

Rispose mie, che oramai avevo deciso di dirla tutta. “E col tipo di opposizione che fa il #m5s cosa ha ottenuto? Aumentare gruppo misto?”, “Se aspettate di cambiare il paese con la maggioranza assoluta state freschi”.

La mia prima oppositrice, effettivamente la più moderata, ha chiuso con un: “Non ho intenzione di farti cambiare idea! Quindi rimani pure della tua opinione! Un saluto!” Mi ha colpito positivamente. Ma gli altri, che erano subentrati a supporto, non hanno mollato la presa:

“Il nostro amico non capisce che senza m5s molta merda sarebbe rimasta sepolta”. E poi ovviamente l’accusa infamante: “Probabilmente per lui va bene, la merda. Integrato al sistema”. Per lui è evidente che il sottoscritto, come chiunque non aderisca alla sua ortodossia, sia per forza un pagano mangia-bambini e un accolito prezzolato del regime.

Ma oramai c’ero dentro e ho preferito togliermi l’ultimo sfizio: “infatti a Roma avevate denunciato tutto alla magistratura vero? Che volpi!”

Il che ha messo a nudo il mio interlocutore di turno: “Il sistema va scardinato o altrimenti il #MARCIO contamina #m5s! Vedi #ROMA”. Duri e puri fino all’ultimo, fino alla denuncia di genitori e figli sull’altare del sacro blog.

Ovviamente, per tutto il tempo si sono ritwittati fra loro, in modo da diffondere il verbo.

Insomma perché prendermela con i 5 Stelle quando a rubare sono altri? Per almeno due motivi: a) Perché mi va e non voglio essere benaltrista e b) Perché non servono! La conferenza stampa con le arance sulla tavola, dopo che lo scandalo di Roma è emerso, è una pagliacciata! A Roma dove sono le loro denunce? Che utilità hanno le loro pagliacciate in Parlamento, il loro perenne tirarsi fuori, se non mettere armi nelle mani di Renzi e i suoi? Che mi interessa che restituiscano il vitalizio se poi l’unico loro impegno è ripetere le affermazioni che fa Grillo sul blog?

Ma anche, come posso fidarmi di qualcuno che è convinto di possedere la purezza e la verità e la virtù civile mentre tutto il resto è automaticamente merda? Che considera l’insulto – ovvero la violenza verbale – uno strumento di uso comune? Che non guarda in faccia un amico il giorno dopo che una votazione su un blog gli ha ordinato di fare così? A me puzza di fascismo in erba. Ha anche qualcosa del bispensiero orwelliano.

E poi quale sarebbe l’obiettivo di un partito (NDR: per me un movimento che si presenta con propri candidati alle elezioni è, per definizione, un partito) che accorpa al suo interno no-Tav, fautori del movimento del piccone, sciachimisti e giustizialisti, incazzati per le tasse e incazzati per gli evasori, anti-sistema e pro-ripresa economica, anti-Euro radicali e Euro-si-però, tutto tenuto insieme da una sorta di sentimento politico-settario? La sintesi è nel profilo di uno dei tanti personaggi con cui ci si può imbattere nei social: “sto’ con Beppe Grillo. chi non sta con lui.. compresi parlamentari. si facciano da parte. il M5S e’ onesta’.chi cambia idea… fuori”. Mi auguro che in un futuro, possibilmente prossimo, rileggendo queste parole, si vergogni un pochino di se stesso.

Insomma battibeccare con i 5 stellati, che rischiano di diventare 4 gatti, non serve a niente, ma può anche essere divertente.

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6 thoughts on “Chi tocca il Grillo sparlante… è brutto e cattivo

  1. mi complimento con te per l’eleganza che hai espresso nello scambio di idee, io tendo ad essere più caustico e meno diplomatico, considero i grillini un fuoco di paglia come il dipietrismo, e come la lega della prima ora, seppur questa sia rimasta in pianta stabile agganciata a qualche sedia grazie a una lunga serie di fattori favorevoli e una penetrazione territoriale di stampo campanilistico

    dici bene, grillo è un comico che ha mandato in parlamento una accozzaglia di casalinghe, disoccupati, barfly, infermieri, badanti, internauti patologici e varia umanità, parte della quale ha impiegato ben poco ad assuefarsi a lauti stipendi e agi, lauti e stipendi e agi che usavano riempire di merda dalla penombra delle loro stanzette periferiche

    se grillo e casaleggio non avessero esagerato con la spocchia e lo scettro dittatoriale, i grillini si sarebbero calati le brache davanti alle lusinghe di bersani dopo le elezioni, stare alla opposizione e dire sempre no è facile, assumersi responsabilità è difficile, troppo difficile e rischioso.

    tra l’altro la linea politica dei grillini è costituita da un agglomerato di ovvietà e da illusioni inapplicabili, chiedere il diritto di cittadinanza a uno stato sull’orlo del fallimento è come pretendere che un barbone offra champagne ai passanti. Tutto sommato è un vero peccato perché il partito del genovese sta buttando via una preziosa occasione, probabilmente l’unica, per svecchiare su più fronti la politica e per cambiare l’aria ammuffita che stagna da tempo nei palazzi del potere.

    il loro vero scopo dovrebbe essere quello di controllare e denunciare ogni minimo sintomo di malaffare, una efficiente security morale senza macchia né appigli di ricattabilità.

    un caro saluto

    • Hai completato il mio pensiero. In effetti i cinquestelle avevano la possibilità di prendere un ruolo attivo nella politica nazionale e l’hanno rifiutato, scegliendo di restare all’opposizione in nome di una presunza purezza. Potevano fare da controllori e garanti della legalità ma neanche questo ruolo, tutt’altro che facile, hanno saputo o voluto sostenere, preferendo un facile populismo. Non volevo, ma mi convinco sempre più che siano solo un esperimento mediatico della Casaleggio & Associati. Peccato per le energie e possibilità sprecate, almeno finora.

    • Esatto! Avrebbe potuto fare la differenza, ma è rimasto tutto o quasi nelle chiacchiere. E’ la grande occasione sprecata quello che dispiace di più. Per la verità non avevo molta speranza in Grillo fin dall’inizio, ma mi auguravo che i suoi avrebbero dimostrato una certa autonomia e capacità di giudizio che invece scarseggia. Speriamo bene per il futuro.

    • Ho sperato che i suoi fossero meglio di lui, e ancora un po’ spero che dimostrino autonomia e carattere, al di la delle minacce di espulsione e di gogna mediatica. Sono un inguaribile ottimista.

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