La Madonnina di Pietro Castellino

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Via Pietro Castellino a Napoli è il principale, ripido collegamento fra il Vomero e il quartiere collinare, dove la città di Napoli si è espansa nel corso del boom economico e demografico degli anni ’50 e ’60, inglobando la rada edilizia agricola e nobiliare dell’epoca precedente. E’ oggi particolarmente nota per il ponte che la sovrasta, nella parte alta, è che è stato, anno dopo anno, il luogo scelto da numerosi suicidi, per porre fine ai loro giorni terreni. In effetti offre un discreto panorama, un’altezza adeguata ed è abbastanza tranquillo da dare il tempo di fare gli ultimi gesti senza troppa fretta.

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Al guaio ha posto rimedio l’amministrazione solo di recente, con una rete che, se impedisce di buttarsi di sotto, ha degradato di molto l’aspetto del ponte. In effetti è uno di quei casi in si è badato alla funzione pratica e all’economia trascurando completamente l’estetica, aspetto che pure dovrebbe servire al decoro urbano e a tenere alto il morale dei passanti.

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Ma non è questo il tema che volevo approfondire. Proprio sotto al ponte c’è una piccola nicchia, di fatto nulla più di un blocco di tufo mancante nel grande muro laterale di sostegno, che è diventata un’edicola sacra spontanea. Si trova in un punto poco visibile, protetto a valle dai pilastri del ponte e a monte da una curva della strada. E’ un po’ fuori dalle aree in cui passo quotidianamente ma qualche volta mi ci allungo quando ho voglia (e tempo) di passeggiare un po’. Trattandosi di una realizzazione estemporanea, è interessante vedere come cambi nel tempo.

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A Napoli le edicole sacre non sono rare, come nota subito qualsiasi turista. Quello che è interessante notare è come siano ancora oggi vicine alla sensibilità popolare, nonostante il sentimento religioso si sia per tanti versi affievolito, qui come altrove. Non mancano quasi mai di fiori e di qualcuno che, apertamente o nascostamente, si prenda la briga di pulirle e tenerle in ordine. Ci sono poi le rutilanti esibizioni di simboli religiosi in forme vistose e dimensioni esagerate, più esibizioni pacchiane di forza economica che di impulsi spirituali. Ma questa nicchia spontanea mi ha fatto sempre una sensazione particolare, proprio perché non è istituzionale, non ha “sponsor” come si dice oggi. Chi se ne prende cura non se ne fa una pubblicità. E’ rivelatrice di bisogni più intimi, della necessità di avere qualcuno a cui affidarsi e a cui raccomandare i propri cari.

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E’ tutt’altro che unica: poco più in basso una semplice scatola di polistirolo è diventata una mini-edicola che persiste ormai da parecchio. Questa ha una localizzazione particolare, tuttavia, discosta dai negozi e dai portoni delle case, ha un senso più intimo.

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7 thoughts on “La Madonnina di Pietro Castellino

  1. Vado spesso a camminare/correre in campagna e incontro tanti di questi tabernacoli/edicole anche se da noi non sono così vissuti ed elaborati come da voi. Sono la testimonianza di una religiosità popolare che a volte vale più di tante messe…

    • Grazie. Sono contento che hai pensato a me e non ho alcuna intenzione di cancellare il commento, anche se non so se darò seguto alla “nomina”. Un saluto.

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