Finestre in serie

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Mi sono accorto che le schiere di finestre sono per me un soggetto fotografico ricorrente. Ogni volta che vedo una bella facciata ampia e ordinata mi viene voglia di inquadrare e scattare. La ripetizione con lievi differenze di davanzali, infissi e linee di demarcazione sà tanto di pop-art, ma soprattutto è un cliché della modernità, la produzione in serie applicata all’abitare. Modernità intesa in senso ampio, non solo industriale. Guardando bene, ogni balcone o apertura ha qualche dettaglio che lo distingue, sengno del tempo o di chi lo abita. In questa raccolta ho applicato il trucco di deformare le foto raddrizzando le linee verticali, perché questo, secondo me, questo rende più straniante la prospettiva e enfatizza il senso di ciclicità. Senza pretese di originalità assoluta, che è ormai praticamente impossibile, mi chiedo se a qualcun altro sembrano interessanti come a me.

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7 thoughts on “Finestre in serie

    • Il paragone ci sta, anche se le api fanno vita molto più comunitaria rispetto a un condominio medio, dove spesso non si conosce nemmeno il vicino di casa. Qui al Sud, però. è un po’ meno vero, e resiste la figura mitica del portiere, che fanno da sorprendente cerniere fra le esistenze dei condomini.

      • Hai perfettamente ragione. Io sto al Nord e non conosco nemmeno i nomi dei condomini; a stento ci si saluta. Al Sud dove ho parenti noto che c’è ancora affiatamento tra gli abitanti di uno stesso palazzo.
        Nicola

  1. Tranne quella della casa signorile con le pareti gialle e i fregi sotto i balconi, a me sanno tanto di palazzoni di periferia degli anni ’70 o giù di lì… Come diceva il precedente commento ricordano degli alveari.
    Alcuni anni fa andai nei paesi dell’Est, in particolare a Ostrava e a Bratislava dove nelle periferie ci sono i famigerati megacondomini dell’era sovietica… Rispetto a certe case popolari dell’hinterland fiorentino costruite negli anni ’70 erano solo dei casermoni un po’ più grandi e un po’ più alti… e in alcuni casi erano stati ristrutturati meglio che qui in Italia…

    • Vada per l’alveare allora! Anch’io sono stato in Russia, brevemente, e ho visto i condomini sovietici. Mi ricordo che erano catalogati in base al segretario al potere: alla Breznev (casermoni particolarmente spartani e scomodi) alla Stalin (più monumentali).

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