A proposito di Mussolini

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So che è sostanzialmente inutile, ma vorrei sottolineare alcune sviste della propaganda vetero-fascista che ogni tanto rinasce sui siti sociali. Ovviamente ci sono gruppi e singoli che s’impegnano alla grande per diffondere il nuovo verbo che poi nuovo non è e fanno leva sul senso d’insicurezza dei singoli, sulla speranza di una soluzione semplice che doni la “tranquillità” alle “persone comuni” (entrambe espressioni su cui ci sarebbe molto da approfondire), ma soprattutto sfruttano la diffusa ignoranza storica, loro e altrui. Ma così facendo si rischia di additare come soluzione un male peggiore che non cura niente. Non volendomi dilungare, ecco un piccolo elenco di “abbagli” che la propaganda sub-mediatica tenta di diffondere ma che, secondo me, saltano agli occhi

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Abbaglio: “Con Mussolini l’Italia è stata grande”.

Spiegazione: la propaganda l’ha illusa di essere tale. Qualcuno disdegna i TG odierni eppure crede con fede ai cinegiornali del ventennio! La politica fascista ha impedito una vera crescita industriale, perché garantiva i guadagni agli industriali nazionali con l’autarchia e una politica “consociativa”, che si può definire di “scambio di favori”. E gli industriali, infatti, lo sostenevano senza eccezione. Gli esiti della guerra dimostrano quanto eravamo indietro rispetto alle vere potenze mondiali. E le colonie… Se quelle erano grandezza…

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Abbaglio: “Mussolini ha fatto anche cose buone”.

Spiegazione: ha fatto cose che ogni governo decente avrebbe fatto, in termini di opere pubbliche e stato sociale, e le ha fatto meno e peggio di quanto un governo democratico avrebbe potuto fare: vedi quello che avveniva in Francia e Inghilterra. Ha concesso qualche miglioramento di politica del lavoro proibendo nel contempo lo sciopero, scelta molto gradita agli stessi industriali, Ha represso con violenza ogni dissenso. La guerra che ha letteralmente distrutto il Paese non è stata un incidente o un effetto di “cattivi consiglieri”, ma un fine chiaro di tutto il fascismo e di Mussolini personalmente.

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Abbaglio: “Mussolini era così onesto che è morto povero”.

Spiegazione: in effetti non era un ladro. Un assassino, megalomane e falsario si, e a voi giudicare cosa fosse peggio. Ma soprattutto era assetato di potere, e per questo ha lasciato il campo libero a ladri, truffatori e approfittatori degni delle tangentopoli attuali. Diversi storici sottolineano come non volesse collaboratori in gamba attorno, per paura che lo criticassero e fossero tentati di scavalcarlo. Voleva tutto il potere per se e si circondò di personaggi mediocri e arrivisti, allontanando gestori in gamba come Balbo. In pratica non rubò in prima persona, ma lasciò rubare, appropriare e mal gestire con ben poco freno.

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Piccola nota a termine di questo breve elenco: so che non farò cambiare idea a nessuno. Chi spera nell’ “uomo forte” continuerà a farlo. Prendetelo solo come una sorta di sfogo o presa di posizione personale. Suggerisco due letture, per chi vuole cominciare un approfondimento, riprodotte nella foto in testa: il breve saggio storico “A proposito di Mussolini”, di Mack Smith a cui ho preso in prestito il titolo, e “Il dito dell’anarchico”, la storia, raccontata come un romanzo dal Lorenzo Del Boca, del velleitario attentato a Mussolini da parte dell’anarchico Gino Lucetti, descrivendo al contempo società e piccolezze del regime.

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7 thoughts on “A proposito di Mussolini

  1. Mi piace questa frase:
    “[…] non volesse collaboratori in gamba attorno, per paura che lo criticassero e fossero tentati di scavalcarlo. Voleva tutto il potere per se e si circondò di personaggi mediocri e arrivisti […]”.
    Togliete i riferimenti a Mussolini e vedrete come si applica all’attualità politica: odierna e almeno degli ultimi venti anni!

    • Decisamente vero, con le dovute correzioni di contesto e (speriamo) di esiti finali. Fa parte della corruzione del potere, che alla fine diventa fine a se stesso.

    • Grazie è sempre un piacere essere citato, anche se seguo poco queste “award”: anche io cerco di prendermela comoda qui sul blog. Lo considero un attestato di stima e te ne sono grato. Non mancherò di visitare gli altri blog che citi. A presto.

  2. Mi trovi d’accordo su tutto.. Purtroppo la memoria storica lascia spesso molto a desiderare. Articolo esaustivo e preciso – peraltro scritto da un collega, mi pare di capire… 🙂
    Ti segnalo un unico refuso – errore di battitura (sono pignolissima, sì): ” La politica fascista a impedito una vera…”

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