La leggenda dello strumento

chiesa-chiusa-napoli

Una chiesa abbandonata a Napoli

“I ferri fanno il mastro” dice, maldestramente italianizzato, un motto partenopeo, a indicare che senza gli strumenti giusti il risultato è nullo o scadente. Ma gli strumenti bisogna saperli scegliere e soprattutto usare nel modo giusto, ed è qui li viene il difficile.

In qualsiasi attività, ludica o lavorativa, arriva il momento in cui il neofita è tentato di incolpare gli strumenti che ha in mano, e non se stesso, dei suoi insuccessi. Li si attua il bivio: continuare a impegnarsi o cercare scuse o scorciatoie.

E’ un atteggiamento umano, ammettere gli errori è difficile. Ancora di più lo è assegnarsi un lungo e faticoso percorso di apprendimento.

E’ proprio in questo momento che s’innesta la trappola consumista: comprare un prodotto migliore per ottenere risultati superiori. Quello che hai non è quello che ti serve. Difficile resistere alla tentazione, che poi si rinnoverà periodicamente: ci sarà sempre qualcosa di meglio, di più adatto, di più nuovo o avanzato rispetto a quello che hai già.

Un esempio sono gli hobby. Il sottoscritto fotografa per passione, con risultati alterni che a volte mi piacciono e più spesso no. Seguo alcuni siti e mi piace leggere i commenti, anche se questi sono tutto un florilegio di consigli per aumentare il proprio corredo, acquistando macchine fotografiche sempre più costose, obiettivi specializzati per scopi specifici e altri accessori d’ogni sorta. Di fatto le discussioni sulla tecnica e sull’estetica, che pure avrebbero un ruolo, sono relegate a contorno e minoritarie rispetto a quelle sulla qualità degli strumenti, in cui regolarmente i più costosi sono i più caldamente consigliati.

Un tempo seguivo l’audio e l’alta fedeltà, e i contenuti delle discussioni tra appassionati erano analoghi, se non peggiori: se vuoi sentire meglio devi spendere sempre di più, anche in accessori o dettagli di cui non sapevi neppure l’esistenza e, non di rado, di razionalità scientifica quantomeno dubbia.

Il discorso vale per ogni settore e ci sono innumerevoli casi di rapporto costi/risultati perdente: officine casalinghe di falegnameria piene d’ogni ben di Dio d’utensili ma non di lavori in corso. Giardini con più attrezzi che piante. Cucine con scolapasta tecnologici, servizi di coltelli per sgusciare i molluschi, mestoli di tutte le taglie e forni a microonde impiegati solo per scongelare. Pseudo-atleti con la pancia che passeggiano con addosso tutte e cardiofrequenzimetri da centinaia di Euro. Anche il sottoscritto ha realizzato la sua collezioncina di obiettivi e deve fare uno sforzo ogni volta che gli viene la tentazione di un ammennicolo nuovo di pacca.

Pur nella mia limitata esperienza personale, mi sento di direi che l’errore si estende anche agli ambiti professionali: chi non si è lasciato convincere, almeno una volta, dagli allettamenti di facili risultati e ha speso somme sostanziose – o suggerito caldamente all’azienda per cui lavora di farlo – in strumenti che, una volta presi, sono serviti a molto meno di quello che promettevano?

Ovvio l’interesse di venditori e produttori a incrementare le vendite. Meno diretto ma anche chiaro quello della maggior parte dei siti, a cui interessano pubblicità e numero di cliccate. Minimo l’interesse effettivo degli utenti, spinti compulsivamente a comprare sempre “meglio” invece che dedicarsi allo scopo prioritario, che, nella fotografia come in ogni hobby, dovrebbe essere quello di migliorare se stessi e la propria capacità: di “vedere” immagini interessanti, nello specifici, a prescindere dallo strumento di cattura che si stringe in mano; di apprezzare la musica nel caso degli appassionati di audio: di far crescere qualcosa nel proprio giardino che non siano erbacce spontanee; di mangiare e far mangiare meglio; di migliorare il proprio stato fisico, eccetera. Di aumentare la soddisfazione personale, in generale.

In pratica sarebbe ben più utile spendere in conoscenza (libri, corsi) che in oggetti, finché davvero non sono questi a limitare le possibilità. E soprattutto investire tempo, la risorsa più rara. La delusione è inevitabile e il circolo vizioso si chiude: un nuovo acquisto “giusto” per riparare a quello “sbagliato” precedente, e intanto si rifanno, mediocremente, le stesse cose.

La tecnica commerciale è di solleticare la pigrizia dell’individuo, qualità umana tra le più diffuse, in modo da spostare l’attenzione da lui stesso a quello che possiede, come se fosse l’oggetto a creare il risultato e non chi lo utilizza. Osservate le pubblicità dei telefonini: è tutto un sottolineare quello che il nuovo modello mette in grado di fare e che sarebbe impossibile con gli altri, anche fotograficamente parlando. E il tutto poi finisce nel solito, ma sempre più costoso, selfie.

Annunci

8 thoughts on “La leggenda dello strumento

  1. Io scrivo e fotografo con la stessa cosa con cui ti sto leggendo.

    Ciò non toglie che é anche “il mastro a farsi i ferri”: in quel caso, non solo hai padronanza completa di ciò che fai, ma anche di ciò che ti serve a farlo.

    • Più che giusto. Il nuovo strumento serve a superare un limite, ovvero quando l’abilità personale ha “saturato” quello che si può ottenere con gli strumenti vecchi, e spesso i maestri creano da se gli strumenti che gli servono.

      Personalmente applico in parte la regola: ho al momento due macchine fotografiche – una “seria” e una tascabile – oltre al telefonino. E resisto strenuamente alla tentazione di allargare la collezione.

  2. Assolutamente d’accordo, in tutto e per tutto. Siamo sempre più abituati al risultato a portata di mano, facile veloce e col minimo impegno. E così facendo perdiamo gusto, senso, valore. In ciò che facciamo e – ancor di più – in ciò che siamo e che potremmo essere.

    • Infatti. La morale comune non è quella del “tutto e subito” ma del “pochi, maledetti e subito”, e soprattutto con la minima fatica. Questo preclude tantissime possibilità di crescita personale. Ne ho parlato anche in qualche altro post.

  3. molto interessante il post, azzeccatissimi anche gli esempi, inutile avere una cucina tecnologica e attrezzatissima se non si è capaci di cucinare un uovo fritto, inutile avere una piccola falegnameria con ogni strumento se poi non si è capaci di fare manco una cornicetta.

    la tecnologia è ormai una incessante colata lavica che copre e rende obsoleta la novità del giorno prima, sul lavoro credo sia importante per non perdere il passo col mercato e la concorrenza ma nel privato è, di fatto, una patologia. Gli smart fanno cose egregie, anche io lo scarso anno, anzi, a natale 2014 mi sono regalato un’I-phone ma non lo uso per farmi 500 selfie al giorno e nemmeno per documentare viaggi e gite delle quali non frega niente a nessuno. Sfrutto le app che mi tornano veramente utili.

    Purtroppo è notorio, il consumismo non sempre è una scelta, spesso è una forzatura, guarda il mercato dell’auto, negli anni andati le automobili duravano decenni, adesso dopo due anni sono vecchie. Le norme europee hanno obbligato milioni di cittadini a indebitarsi per acquistare auto nuove, senza alternative, pena il viaggiare a piedi. Per non parlare della moda e il resto.

    • Tutto ha il suo ruolo finché non diventa una mania o un surrogato di qualcos’altro. Anch’io amo la tecnologia, ma mi sforzo, a volte strenuamente, di non fare acquisti compulsivi. Anche perché so che, per carattere, me ne pentirei presto. Mi è rimasta la mentalità di usare le cose finché non si rompono (almeno): se mi guardo in giro è un retaggio che condivido con pochi.

  4. Sono perfettamente d’accordo con te. Guarda il mio caso. Mi hanno regalato un telefonino nuovo quando quello vecchio ancora funzionava. Non telefonavo e non ricevevo telefonate prima e non credo che le cose cambieranno con il nuovo e più costoso marchingegno… 😀
    Cordiali saluti.
    Nicola

    • La coerenza è fondamentale. Basta che non diventi preclusione: usa quello che ti viene utile nella misura in cui ti viene utile, il resto è superfuo. (Ma mi fermo che sto scadendo nel filosofico).

Lascia pure un Commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...