Affrettati lentamente

lumache

Sono un tipo ansioso. Credo che la causa sia un mix di genetica e di educazione, ma non è questo l’aspetto che vorrei approfondire. In realtà non lo do molto a vedere: la maggior parte delle persone che mi conoscono in modo non particolarmente approfondito mi giudica un tipo tranquillo. Ciò è dovuto a una serie di ragioni: in parte interiorizzo, e lo sconto alla sera sul tempo necessario a prendere sonno, ma soprattutto ho messo assieme una serie di trucchi per convivere con la mia ansia e limitarla per quanto possibile. Uno di questi è la puntualità: non c’è nulla che mi mette in ansia come essere in ritardo. Il suo corollario è prendere le cose con calma. Sembra paradossale ma non lo è: ho scoperto per esperienza che la peggiore causa di ritardi (e dell’aggravamento dei ritardi) è la fretta. Se ti accorgi che il tempo sta passando e l’ora di scadenza si avvicina, mettersi a correre è il modo migliore per peggiorare la situazione: ti agiti, cerchi di fare più cose assieme, ti distrai, cominci a sbagliare e a dimenticare aspetti importanti, devi più volte tornare indietro a correggere qualcosa.

Al contrario, nel momento in cui avverti che qualcosa non va, rallenta leggermente i movimenti, lascia che qualche attimo passi. L’importante è che non ti fermi: il modo migliore per essere in orario è cominciare presto e procedere regolari. Avanza un passo alla volta: “parallelizzare” le azioni è una scelta più spesso sbagliata che corretta. Ragiona un attimo su ogni cosa da fare, in modo da farla quando serve e nel modo giusto. In questo modo, il ritardo, se ci sarà, sarà il minimo tecnicamente possibile.

Certamente quella descritta è una tecnica che non si può applicare in tutte le situazioni. Ci sono casi di vera emergenza, dove bisogna guadagnare ogni attimo e agire senza pensare. Tuttavia anche in quelle circostanze operare in modo metodico è la scelta vincente, come sanno gli operatori di pronto soccorso. Il loro lavoro consiste nel conoscere alla perfezione i protocolli e applicarli nel modo giusto. Dall’analisi dei sintomi viene la scelta degli interventi per stabilizzare il paziente e trasportarlo alla struttura ospedaliera, il tutto codificato in modo da annullare i tempi morti ed evitare scelte avventate. Scienza e allenamento. Il professionista cammina più che correre ma arriva prima e meglio dell’eroe dell’improvvisazione e, nel caso in esame, salva più vite.

Un discorso analogo si applica, secondo me, lavoro. Il momento in cui ho smesso di essere un novellino alle prime armi è coinciso con quello in cui mi sono accorto che la maggior parte delle emergenze e delle urgenze non erano davvero tali e che era possibile rispettare gran parte delle scadenze semplicemente lavorando nei tempi e nei modi giusti.

Prevale ancora, nelle organizzazioni, il falso mito per cui chi corre produce di più, con il corollario che il compito del capo è far correre costantemente le persone, per renderle produttive. Dietro alla fretta e alle corse dell’attività quotidiana c’è una buona dose di realtà, ma anche una porzione di teatro e di cattiva organizzazione. La maggior parte degli allarmi scattano per mano di persone poco competenti per la posizione che occupano, o ansiose di farsi notare, o di scaricare sul primo che passa una grana che hanno tra le mani. Per di più il problema, quando è reale, raramente è nuovo o imprevedibile e spesso emerge di prepotenza dopo che si era tentato ostinatamente di nasconderlo.

Il guaio strutturale di molte organizzazioni è che quando s’innesca la “giostra” dell’emergenza l’attenzione si sposta presto dal problema reale su quello apparente, come un gioco di prestigio al contrario che rimescola le carte invece di riordinarle. Non si fa sintesi o diagnosi ma si attaccano i sintomi, secondo l’idea che “bisogna fare qualcosa subito”. La soluzione tecnica sarebbe magari sotto gli occhi, ma tutti corrono dove indica il capo, dove gli conviene o dove sono abituati a guardare. L’agitazione cresce e la messa a fuoco si smarrisce.

Per arrivare al traguardo la prima necessità è pensare e poi agire metodicamente, senza fermarsi. Ma non sto dicendo niente di nuovo: l’ha insegnato l’imperatore Augusto: “festina lente”.

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7 thoughts on “Affrettati lentamente

  1. Acciderbolina! Hai proprio ragione! Per non arrivare in ritardo mi organizzo sempre per tempo, ma in effetti quando devo improvvisare con colta da un’ansia che mi fa fare solo disastri e perdere tempo.. devo tenere a mente il tuo suggerimento 🙂

    • Provaci, e poi fammi sapere come è andata. Anzi, perché non mettiamo assieme un gruppo virtuale di mutuo aiuto per ansiosi? Scambiamoci suggerimenti 😀

      Un saluto.

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