Aracn-odi-et-amo

Mostri d’estate

Una volta odiavo i ragni. Mi facevano ribrezzo e, si lo ammetto, anche paura, con tutte quelle zampe attaccate a un corpo tozzo e peloso e quelle file d’occhi che guardano da tutte le parti. Quei movimenti a scatti, l’istinto del cacciatore senza sentimenti e le fauci pronte a mordere. Sono l’immagine perfetta del mostro che t’insegue e t’aggredisce senza pietà.

Odiavo anche le zanzare, che infestano i giorni e soprattutto le notti d’estate. Che non puoi schiacciare come e quando di pare perché rischi di macchiare per sempre le pareti. Che ti vietano il fresco del giardino e di dormire con le finestre aperte.

Poi ho imparato che i ragni mangiano le zanzare e allora ho cambiato atteggiamento verso di loro: adesso gli voglio bene, non li ammazzo più, al massimo li caccio fuori di casa.

Vedete quindi che la cultura è importante: quando ero ignorante odiavo ragni e zanzare, ora che ho studiato odio solo le zanzare!

Un mondo di…

Il mondo è fatto di momenti interconnessi,

Quanti ne bastano, molti più di quelli che puoi conoscere.

È sufficiente adattarsi, dicono, ma a cosa?

Seguire il flusso, insegnano, ma di che?

Sii te stesso, scrivono, ma poi chi è?

Quale assecondare delle numerose variabili correnti sempre riemergenti e contraddittorie che ti investono?

I maestri di vita, la gran parte almeno, non lo sono neppure per la propria.

Sei soddisfatto? Ti è andata bene? Buon per te,

Non è lezione per altri.

Sei stato bravo? Non basta!

A tanti buoni è andata male,

Assai peggio che a tanti cattivi.

Quasi tutti i santi sono stati perseguitati.

Eppure è vero che sono stati originali,

(“Se stessi”, ripete il mantra mondano)

Questo hanno capito, questo hanno difeso

E forse è questa, proprio, l’unica vittoria possibile.