Affari e Cina significa spesso soldi in cambio di libertà

Saldi… anche di diritti?

Apple ha in questi giorni eliminato dal suo store una app utile ai dimostranti di Hong Kong. Ufficialmente l’ha fatto per motivi legali, ma di fatto si è piegata a richieste del governo cinese, e non è la prima volta.

Le giustificazioni accampate da Tim Cook non sono sembrate particolarmente soddisfacenti.

L’azienda della mela morsicata non è sola: molti in Occidente tacciono della natura illiberale del regime cinese per non intaccare gli enormi guadagni che si realizzano in quel mercato, e soggiacciono silenziosamente alle “regole” imposte dal regime. Anche Google, ad esempio, ha accettato che la sua versione cinese sia censurata.

Ma in questo modo l’Occidente diventa complice delle azioni repressive e violente del governo cinese nei confronti di tutti gli oppositori. In pratica fautori della libertà e della sicurezza del privato, ma solo finché non intacca il business: “in GoLd we trust”.

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