C’è un deputato che…

Parlamento

Chi suggerisce di mandare un cinese a starnutire in Parlamento, alludendo ovviamente a infettare i presenti di coronavirus o almeno indurli alla fuga. Chi invita l’Iran o la Corea del Nord a puntare lì i loro missili. Chi fa battute sessiste sulle madri dei parlamentari. C’è solo l’imbarazzo della scelta.

So di essere in minoranza ma battute e barzellette su deputati, senatori ed uomini politici in generale raramente mi fanno ridere. Innanzitutto non mi piace augurare il male a qualcuno, a prescindere da chi sia. Più nello specifico perché mi sembrano grossolane, frutto di generalizzazioni e poi perché i politici sono il bersaglio troppo facile individuato dalla comune tendenza a auto-assolversi.

Non ce la faccio a ritenere la cattiva politica la causa dei mali d’Italia, semmai un sintomo.

Se deputati e senatori sono lì, assisi nel loro seggio, intervistati dai giornalisti e commentati sui social, vuol dire che qualcuno, ovvero noi elettori, ce li ha mandati, li abbiamo votati. Se non fanno il loro dovere perché li rieleggiamo? Se fanno leggi sbagliate perché non critichiamo il loro operato? Se votiamo per impulso, per partito preso o, peggio ancora, per scambio di favori, di cosa ci lamentiamo?

La politica che non funziona è da un lato una costante umana: tutti i popoli hanno sempre criticato i loro governanti, in qualsiasi epoca e in ogni posto. Dall’altro è un sintomo di un male più profondo. Se l’Italia non è capace di esprimere una politica forte all’interno e tantomeno all’esterno, questo è il sintomo di un difetto sociale radicato, che, a mio modesto avviso si può chiamare scarso senso civico. L’italiano medio – questa creatura mitologica – è tendenzialmente per il “si salvi chi può” e solo raramente, nelle estreme emergenze, per il “facciamo fronte assieme”. Se una legge non ci piace non proviamo a cambiarla ma a cercare una scappatoia. Abbelliamo le nostre case fregandocene delle aree comuni. Paghiamo in nero in cambio dello sconto, se non possiamo avere un rimborso fiscale. Non tutti, ovviamente, ma una notevole parte.

Quando sento parlare qualcuno, il più delle volte non fa che elencare i propri pregi e quante belle cose ha fatto nella vita. Se ha fatto qualcosa di non proprio commendevole è stato ovviamente perché costretto dalle circostanze. Se cominciassimo a essere un po’ meno auto-assolutori e un po’ più auto-critici – se insomma riuscissimo a dirci un po’ la verità – forse, e dico forse, riusciremmo ad andare da qualche parte.

A proposito di alcol

Birra

Sul tema dell’uso e abuso di alcol c’è, a mio modesto avviso, troppa condiscendenza e leggerezza – e credo di non parlare per moralismo.

Ne tratto in generale, a prescindere dalla recente attenzione collegata a incidenti automobilistici e reati stradali, e sulla base della mia personale esperienza, che ritengo non molto diversa da quella di tanti.

Ubriacarsi è considerato una sorta di passatempo divertente, basta fare un giro sui social o qualche semplice chiacchierata in giro per rendersene conto. La prima “bevuta” è considerato un rito di passaggio, reggere l’alcol un pregio, consumarne molto motivo di vanto, abusarne nelle serate del fine settimana uno svago come un altro, non bere o bere poco è marcato come privarsi di un pezzo di “vita”.

Si tratta di un errore di prospettiva che travalica le generazioni e le classi sociali. Un po’ deriva dall’abitudine dei nostri antenati di ricorrere molto al vino e agli alcolici in generale, sul lavoro e fuori, ma si trattava di povera gente che faceva una vita dura, doveva sopportare fatiche e mancanze e, oltretutto, non conduceva automobili. In più spesso, anche nei tempi passati, l’ubriachezza portava a incidenti e violenze, solo che non se ne parlava, per carenza di mezzi e per ragioni sociali e culturali che non starò qui ad approfondire.

L’alcol è una droga a tutti gli effetti, leggera se preferite ma che può creare assuefazione e altera da subito cognizione e capacità.

La stessa deformazione di giudizio avviene nei confronti di altre sostanze: i fautori della cannabis legale, ad esempio, ne parlano come di un toccasana praticamente per qualsiasi problema medico o psicologico.

Occhio, personalmente apprezzo birra, vino e superalcolici, purché in quantità ragionevoli, e in più sono tendenzialmente liberista, anche in relazione ad altre sostanze di cui non faccio uso, ma a patto che ci sia informazione corretta, severo controllo e soprattutto che ne venga meno la mitizzazione.

Goditi pure alcol e, per quanto mi riguarda, anche fumo e magari cannabis, se ne hai voglia, purché conoscendone le conseguenze, non mettendo a rischio il prossimo e, cosa importante, senza fartene un vanto e senza impegnarti per fare proseliti.

Nella vita si possono fare cose pericolose, magari per puro gusto, l’importante è essere coscienti di cosa si va incontro. Scelta libera e responsabile.

Secondo me se hai bisogno di ubriacarti per riprenderti dall’impegno settimanale, di fumare cannabis per allentare lo stress o, ad esempio, di correre in automobile per provare emozioni, è possibile che ci sia qualcosa che non va nella tua vita: affronta il problema prima di metterci pezze posticce a dosaggio crescente.

I grandi dubbi ancora e ancora

“Come vanno a lezione gli allievi della scuola di pelletteria?”

“Con lo scuoiabus!”

Quelli che si amano in modo platonico… si vengono in mente? (Per questa ringraziamo il collega G.)

Un padrone di casa decaduto è senza il becco di un quartino? Oppure quello e l’ubriacone senza più contanti?

Il tetrapak è un posteriore con quattro natiche?

Perché il bagno penale non è un genere hard?

Se Papa Bergoglio è punto da una zanzara gli viene la bolla papale?

Un discorso a 360 gradi… è sempre su argomenti scottanti?

Perché un cavallo non può fare l’amministratore di un sistema informatico?

Perché torna a casa ogni volta che legge “installa”! (Di nuovo grazie G.)

Perché non troverai mai una locomotiva a vapore in una sala d’attesa? Perché è vietato fumare!

Un calvo in palestra… fa pelates?

Un delfino emozionato… ha la pelle d’orca?

Qual è il biscotto più amato dai fanatici dell’informatica? Il Lo-Haker!

Per selezionare il personale al catasto si fa un catasting?

Un calzolaio è una persona suolare?

eccetera, eccetera, eccetera…