Recensioni

Mediatore-Salone-Torino_2-ritaglioLa prima uscita pubblica, al Salone del Libro di Torino del 2014

Qui ho raccolto alcune recensioni e commenti di lettori del mio “Il Mediatore”. Il cartaceo potete trovarlo qui. E-book e altri riferimenti nella pagina specifica.

Procediamo in ordine inverso, cominciando dai contributi più recenti.

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L’amico Fabio, anche lui scrittore amatoriale, non si smentisce e mi manda un commento degno di lui e fin troppo lusinghiero. In realtà anch’io penso che la storia sarebbe proprio adatta a un film…

2016-03-07 Fabio Commento Mediatore_anonimo

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Un piccolo commento anonimo, ma sensato.

Formulazione scorrevole, contenuto di carattere futuristico inquietante, anche se fascinoso nella sua caratterizzazione. E se gli “Amici” (che amici non sono) vedessero in noi umani ciò che noi umani vediamo nelle sub-specie viventi?

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Ecco il commento dell’amico Al. Va., che ringrazio tantissimo.

Davvero bello e fluido e ben scritto. Ottima l’idea degli amici e del progresso tecnologico legato alle loro rivelazioni… non so se originale… ma affascinante di sicuro.

Buona anche l’idea dei mediatori. Buona la storia… il doppio protagonista Alex e Boisen… Forse come piccolo appunto avrei caratterizzato ancora di più loro, psicologicamente e interiormente, ma è un mio gusto.

Il libro scorre. E ha suspense. Ottimo il finale, in fondo aperto. E poi si vede la mano tecnica, nell’indicare le nuove invenzioni tecnologiche. Ah la cosa più bella sono stati i continui riferimenti reali a Napoli, non citata ma riconoscibilissima.

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Un altro bel commento su Amazon, firmato e tutto. Eccolo qua:

Detto da un lettore non appassionato di fantascienza. Libro coinvolgente ed avvincente. L’autore descrive con perizia gli scenari tecnologici del futuro prossimo in cui si sviluppa la trama e vera chicca, che rende ancor di più godibile la lettura, l’originale ambientazione in una città ben nota che sembra far resistere nel tempo tutte le sue contraddizioni e paradossi. Da leggere!

2015-09-01 13_14_27-Il mediatore mail.pdf - Adobe Reader

L’Incipit del romanzo.

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Claudia Esposito, redattrice della rivista on-line Eroica Fenice, mi ha fatto dono di una bella e accurata recensione, che riporto anche qua.

Il Mediatore, l’esordio di Francesco Fortunato è un romanzo di fantascienza pubblicato in e-book nel 2014 e definito dall’autore stesso: «FantascienzaNapoletana o più rigorosamente Cyberpunk pseudo-partenopeo». La storia è ambientata in una generica città del sud Italia, indefinita ma facilmente riconoscibile grazie ad alcuni dettagli lasciati qua e là dall’autore, quasi distrattamente ma fondamentali e soprattutto significativi perché permettono al lettore di individuare la città e darle un volto: gli hotel di viaCaracciolo, il Gambrinus, il Palazzo Reale che governa Piazza del Plebiscito, gli inconfondibili vicoli del centro storico e il Vesuvio che scende a picco sul mare, un “mostro” di bellezza che al tempo stesso toglie il fiato e spaventa perché potrebbe risvegliarsi e distruggere Napoli, «ci ha provato tante volte nei secoli. Si sono impegnati in tanti a distruggerla: epidemie, eserciti, invasori, perfino i suoi abitanti scriteriati, ma nessuno ci è riuscito. La città risorge sempre, come l’erba cattiva […] Ma ha un’anima questa città: non muore mai, risorge sempre dalle sue ceneri, ogni volta più risplendente e più stracciona di prima». È una Napoli che vive nell’era della scienza, della tecnologia, del progresso, in un periodo in cui gli alieni, chiamati bonariamente Amicihanno manifestato la loro esistenza, eppure la loro presenza nell’opera è soltanto un diversivo poiché tutto si concentra intorno al mondo umano, alla sete di conoscenza e di potere che invade l’uomo, una brama distruttiva ma anche autodistruttiva perché si sa, è storia vecchia: il potere logora sempre coluiche lo possiede, in un modo o nell’altro. Il controllo e l’avidità di giungere a conoscere l’inconoscibile mostrano la vera natura dell’uomo, disposto a tutto: a vendersi, a corrompere la sua anima, ad uccidere ed è proprio «nei momenti in cui la normalità crolla che emerge la vera natura delle persone». I personaggi sono vari, di questi tre sono coloro che compiono atti di eroismo, il quale potrebbe distinguersi in attivo e passivo: nel primo caso si ha la figura di Susanna Webber, una parrucchiera che salva il mondo grazie alla sua forza e al suo coraggio; si contraddistinguono, invece per l’eroismo passivo, Alex e Boisen. Alex è il mediatore, colui che dà il titolo al romanzo. Il mediatore che ha perso sé stesso e non è riuscito a ritrovarsi nemmeno nella sua città natale, quella città che è cambiata così tanto da quando l’ha lasciata per diventare il mediatore, che appare diversa ma in fondo è sempre la stessa; Boisen è un investigatore che si ritrova invischiato in una storia che ha dell’assurdo, senza saperlo e senza volerlo. Il mediatore e l’investigatore sono collegati tra di loro, sia nel mondo reale che in quello “cibernetico”: due uomini, due storie, due vite che ad un certo punto si sono intrecciati, per destino, per caso, per forze superiori. I ventinove capitoli che compongono Il Mediatore, scritti in una trama fluida e scorrevole, si basano sull’intreccio tra fantascienza e poliziesco e sullo sfondo si affaccia una storia d’amore, quella tra Alex ed Elena, destinata a non avere futuro e a morire tra quei vicoli eterni di Napoli. (Claudia Esposito)

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La nota breve ma sentita dell’amico Marcello S… Fossero tutte così le recensioni!

Complimento-Marcello-S

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L’idea di base del romanzo è sicuramente valida e stimolante. A livello di intreccio alcuni passaggi logici sono molto azzeccati ed il romanzo risulta molto avvincente anche se il finale è forse precipitoso, quasi che l’opera fosse arrivata ad un punto morto in cui si è reso necessario un intervento risolutivo. Da segnare, infine, l’utilizzo di un linguaggio molto disinvolto che rende molto piacevole e fluida la lettura. Complimenti al neo-scrittore, gli auguro di continuare a cimentarti in questa nuova passione … apettiamo il prossimo libro.  (F. D.)

Questa recensione compare anche su Google Libri.

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Ecco una recensione che ho atteso a lungo, quella dell’amico Vincenzo Pianese. Vi assicuro che è una persona tutt’altro che facile da impressionare, grande appassionato di teatro.

Recensione_VinPia ***

“Ho appena finito di leggere un libro e mi è venuto così, a caldo, di parlarne. E’ un libro di fantascienza, una fantascienza pensata da chi di scienza ne mastica molta: l’autore infatti è un ingegnere aeronautico. La trama, assai intrigante e sempre verosimile, si snoda con una prosa agile ed efficace seguendo un’idea originalissima che si palesa solo nel finale, quando spunta a sorpresa, ma coerente con l’argomento della narrazione, una vena di “fantapoesia”.

Buona lettura a tutti!

(Vin. Can.)

Questa bella recensione compare anche su Amazon!

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“Libro avvincente con continui colpi di scena, un protagonista che sembra uscito da uno dei romanzi di Asimov, una scrittura diretta e semplice che rende la lettura piacevole e veloce ed un finale che da l’idea di un prossimo seguito”

(V. Di G.)

(NDR. Il finale è la parte che ha ricevuto qualche critica qua e la, ma a me, che l’ho scritto, è piaciuto molto. Diciamo che quantomento è inatteso).

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Ecco la prima recensione su Google Libri! Grazie mille a Giovanni, anche perché nel giudizio è stato molto sincero

Sebbene sia un’Opera Prima, la narrazione è di buon livello (la quarta stella va data però come incoraggiamento!). La storia racconta di un futuro plausibile, con una proiezione di tecnologie attuali evolute fino ad un livello che si può immaginare veritiero. Certo sullo sfondo c’è la presenza Aliena, che però non deve scoraggiare i detrattori (ai quali appartengo) di romanzi di fantascienza. La trama è ben architettata e per buona parte del libro resta ancorata alla realtà terrena. Solo il finale … beh non voglio svelare niente: dovete leggerlo!

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Gli Amici controllano gli esseri umani, ma non si sa se vengono in aiuto o sono dei manipolatori. Chi in maniera evidente, chi di nascosto… molti cercano di anticipare le loro mosse. Il Mediatore è l’unico a “conoscerli”, ma è davvero capace di interpretare il loro volere? Forse si lascia solo veicolare e a più livelli cerca di usare le loro conoscenze a suo utile. Se i nemici sono fra gli “Amici” come si fa a fidarsi degli altri? (Silvia E.)

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Mediatore-scaffaleIl romanzo esposto alla libreria IoCiSto di Napoli

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Nel futuro l’umanità sempre meno “umana”, ricorre all’aiuto di una POPOLAZIONE ALIENA Gli extraterrestri sono definiti “amici” ed elargiscono informazioni per il progresso. in antitesi c’è il RITRATTO DI NAPOLI E DEL SUO POPOLO che ha trovato nell’arte dell’arrangiarsi una sua filosofia di vita, ma ora anche questo “pensar umano”, è in via di annichilimento L’ umanità, anche quella più semplice, è messa alle strette da problemi di vita pratica e dalla volontà di benessere sempre più diffusa e gli alieni sono come un prezioso vaso Ming forse più bello per quello che si vede all’esterno che all’interno. Gli “amici” preferiscono mantenere un basso profilo e distribuiscono l’informazione per progredire ad un solo mediatore. Il mediatore è una persona qualsiasi, scelta per una singola volta, che dopo essere entrato in contatto con loro, realizza il progresso suggerito. poi si assiste ad una svolta… c’è un radicale cambiamento in questa relazione interplanetaria ed un mediatore è richiamato per avere un secondo contatto alieno. come mai? Gli umani sono pronti ad una conoscenza più approfondita degli alieni? Il libro di Francesco fortunato “il mediatore” è un opportunità per conoscere e rivalutare i limiti umani nella speranza che gli alieni vengano a salvarci dalla crisi. (Ric. Ross.)

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Molto coinvolgente e di facile lettura. Nonostante alcuni tecnicismi scientifici non immediatamente accessibili ai “non addetti ai lavori” come me, la storia è carina e originale. L’ambientazione è assolutamente unica nel suo genere e, anche se nel finale mi ha ricordato un po’ Matrix, il tutto appare comunque molto verosimile. Bravo. (Er. Te.)

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RecensioneMC

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RecensioneGL

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Sorprendente questo esordio letterario per Francesco Fortunato ed il suo “Il mediatore”, sorprendente sia per l’ottima scrittura, per un ingegnere che fa della scorrevolezza e della leggerezza i suoi punti di forza, sia per il fatto che ci si aspetta di leggere un romanzo di fantascienza, romanzo SCI-FI viene evidenziato in bella mostra sulla copertina della ABEDITORE, ed invece ci troviamo di fronte a tutt’altro. Intendiamoci la fantascienza c’è ed è anche tanta ma come accadeva in qualche vecchio episodio di Star Trek, spesso non è altro che l’occasione per raccontare qualcosa di diverso, qualcosa di molto intimo e vicino a noi ed è solo camuffato ed abbellito con un abito fatto di navi spaziali e comunicatori futuristici. L’incipit del libro ricorda quello di un’altra serie fantascientifica piuttosto prospera, “I Visitors”, e forse, memori di quella esperienza visiva, si fa fatica ad aver fiducia in questi alieni di Francesco che si son scelti per gli esseri umani un nome fin troppo amichevole: “Gli Amici”. In ogni caso l’ambientazione di un futuro che potrebbe davvero essere vicinissimo racchiude ed accenna a situazioni importanti come la difficoltà di vivere, di comunicare davvero e non solo in maniera esteriore e superficiale, la ricerca del proprio posto nel mondo e di continuare a guardare avanti nonostante gli inganni e i fallimenti di una vita. Il tutto condito da giochi egemonici, la continua lotta per la sopraffazione e per l’imposizione del più forte in un vero romanzo d’avventura dove tra vari gruppi e fazioni in cerca del vero potere, forse solo nei piccoli, nei singoli, riesce a trovarsi il bene, in quelle inconsapevoli pedine di ingranaggi molto più complicati. Il romanzo si ambienta in posti senza nome, in luoghi che all’inizio sembrano privi di anima ma che poi si concentrano tutti nella città forse con l’anima più piena, profonda, e contraddittoria al mondo: Napoli. Fin troppo riconoscibile per un napoletano doc ma accessibile nei suoi richiami anche per chi di questa città bella e dolente ha sentito solo parlare. Francesco riprende la struttura del doppio protagonista, cara ad esempio ai romanzi di Dan Brown, e così facendo alterna brevi capitoli che mantengono intatta la suspense e fanno correre il lettore sempre più in avanti grazie al suo stile veloce, snello, che bada al sodo ma allo stesso tempo curato e che cerca di far ambientare il lettore nelle profondità di ciò che legge, anche se probabilmente non è questo il suo scopo primario. Ne viene così un romanzo, bello, facile da leggere, accattivante e dove chi cerca la fantascienza, l’avventura ed il mistery può ritrovare tutto questo ed anche di più. Pertanto confidiamo che oltre che sorprendente, il debutto di quest’opera sia anche “fortunato”. R. M.

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Questa lunga recensione, devo essere sincero, non l'ho ben capita, ma mi dicono che è molto buona.

Questa lunga recensione, devo essere sincero, non l’ho ben capita, ma mi dicono che è molto buona.

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Ringrazio di cuore tanti cari amici e non di essersi impegnati tanto: è per me il migliore riconoscimento.

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