Post politico “sbagliato”

Mi trovo a fare ragionamenti che non mi sarei aspettato fino a poco tempo fa. Mi è successo ultimamente, anzi proprio stamattina, mentre ascoltavo la rassegna stampa alla radio che, come sempre, era focalizzata sulla politica nazionale.

Recentemente il Movimento 5 Stelle ha:

  • Abbandonato i No-vax;
  • Trasformato l’utopico “reddito di cittadinanza” in un normale sussidio alla disoccupazione;
  • Abbandonato i No-TAV;

Inoltre, nel recente confronto politico interno al governo, i grillini (o forse dovrei dire ex-grillini):

  • Fanno da argine alle “autonomie regionali” leghiste, che poi non sono che il vecchio federalismo, a sua volta nome nuovo per la “padania libera” vetero-leghista-ignorante;
  • Stanno faticosamente superando (si dice così) il ridicolo limite del “doppio mandato” riabilitando il concetto di “carriera politica”, non più assimilata a fedina penale. Forse, continuando su questa strada, alla lunga, anche la parola “partito” smetterà, per loro, di essere sinonimo di “associazione a delinquere”;
  • Si stanno allontanando da Beppe Grillo, finalmente destinato al ruolo di padre anziano speriamo (per lui) non troppo astioso.

Se continua così il Movimento rischia di diventare l’unico partito serio in Italia (lascio a voi i relativi commenti su Lega, Forza Italia e PD tralasciando pietosamente i “minori”). Per raggiungere tale obiettivo, però, deve ancora affrontare pochi semplici passi:

  1. Sdoganare definitivamente competenze e titoli di studio (questa è la parte più difficile) tagliando i ponti con complottismi, “professionisti presso se stessi” e “laureati all’università della vita”;
  2. Abbandonare il ricorso sistematico all’insulto contro l’avversario come espediente per nascondere le proprie carenze;
  3. Capire che c’è ancora una differenza fra destra e sinistra e fare qualche scelta a riguardo (che non significa necessariamente alleanze).

In questo modo perderanno una parte del loro elettorato “storico” ma magari potrebbero guadagnarne altro un po’ meno fanatico ma più solido. Potrebbero anche trovare il modo di dire qualche “si”, ogni tanto, che non sia solo per spesa pubblica e riuscire a prendere decisioni interne senza ricorrere al voto del web. In questo modo diventerebbero una forza valida per la politica italiana. Il condizionale è d’obbligo.

L’ostacolo vero, a questa evoluzione del Movimento verso un vero Partito politico di massa, è la Casaleggio e associati, che di fatto lo finanzia e controlla. Difficile trovare un modo per sciogliere o almeno allentare il vincolo, ma nella vita quasi nulla è davvero impossibile.

Chiudo ribadendo che fino a poco tempo fa non avrei mai pensato di fare un ragionamento del genere e spero di non pentirmene.

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Estirpiamo le erbacce, Grillo?

E piantiamo fiori. Grillo, tu l’hai mai fatto?

Per ottenere lettori, a quanto pare, è necessario parlare di Beppe Grillo. Siccome non ne ho voglia, mi limito a nominarlo rigorosamente a vuoto e poi procedo a parlare d’altro.

Che io sappia, Beppe Grillo non si è mai occupato della pulizia delle aiuole nella città di Napoli. Per questo si sono impegnati gli amici di Adda Passà ‘a Nuttata. Con loro c’era un bel po’ di gente: scuole, Scout, i missionari comboniani, noi dello Shekinà – in pochi come sempre – ma anche tanti volontari “estemporanei”, gente che ci ha visti e si è voluta fermare a darci una mano.

Perché l’ambiente, urbano e non, lo preservano le persone, non le leggi. Noi facciamo fatti, non parole. Nelle manifestazioni di Grillo non si mettono a piantare fiori ed alberelli. Va detto che lui è molto più sul pezzo, io scrivo a settimane di distanza dagli eventi, non c’è paragone. La data, infatti, era domenica 22 aprile.

Beppe Grillo non mi ha mai bucato la gomma della macchina, ma a quanto parrebbe qualcuno l’ha fatto. Forse estirpare le erbacce da fastidio anche quando non è in senso figurato ma proprio pratico, di giardinaggio; oppure è solo colpa delle nostre strade sporche?