Ma cos’è questa crisi

 

Raccolta di tweet del sottoscritto sulle recenti vicende politiche di governo / non governo e sulle turbolenze conseguenti, soprattutto in rete.

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Ancelotti convocato al Quirinale e Conte a cena da De Laurentiis. O il contrario… Sono un po’ confuso.

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Finisce La Corrida e comincia il Governo Conte. Un caso? Non credo.

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“Ti direi una sciocchezza” è la cosa più vera che la maggior parte di noi può dire.

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Mattarella non dà l’incarico a Salvini o Di Maio alla cieca.

“Criminale!”

Da l’incarico a Conte:

“Grande presidente!”

Rifiuta Savona ministro:

“Criminale!”

Un po’ confusi? (O ci fate?)

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  1. Sedicenti rivoluzionari che si sbattono per un “no” del Presidente della Repubblica.
  2. Bambino che piange perché gli è caduto il gelato.
  3. Automobilista multato che insulta il vigile

Trovare le differenze.

(PS: l’unico che mi fa un po’ di simpatia è il secondo)

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Eppure un po’ di #GovernoM5SLega l’avrei fatto fare, tanto per vedere quante scuse riuscivano a trovare. #hastatomattarella #hastatoilpiddi

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Tra Lega e M5S preferisco i Borbone di Napoli!

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Io farei pure il colpo di stato ma è che se torno con la camicia sporca mia moglie non sai come s’arrabbia!

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Siate conseguenziali.

Se vi sentite trattati da servi, ribellatevi!

Se pensate di essere in dittatura, scendete in piazza!

Se avete subito un torto, denunciate!

Ma basta chiacchiere, per piacere…

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Il presidente Mattarella, per alzare il rosso così su Savona e fischiare un rigore dopo l’80-mo giorno contro Conte, non facendo nascere il governo, non ha sensibilità, vuol dire che ha una pattumiera al posto del cuore!

Un futuro insolito

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Lo scorso fine settimana si è chiuso, a Napoli, il Maggio dei Monumenti, con una sfilata storica rievocativa dell’ingresso a Napoli, nel 1734, del primo re Borbone: quel Carlo che, diversi anni dopo, sarebbe diventato Carlo III di Spagna. Manifestazione coinvolgente, ai trecento anni dalla nascita del sovrano, anche se dalla coerenza storica molto discutibile, a cominciare da un re molto più avvenente di quanto ci raccontano le cronache e seguendo con abbigliamento dei figuranti… non del tutto settecentesco. Seguendo il tutto e lo spettacolo conclusivo, in Piazza del Plebiscito, mi è venuto in mente un abbozzo di racconto di “storia alternativa”. Sconclusionato com’è, ve ne faccio dono. Non rubatelo eh!

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La “Re Carlo” si avvicinava lentamente. Quando si approccia un asteroide non si può mai essere certi di cosa si troverà e, anche se i rilievi dei droni di prospezione erano positivi, una sorpresa era sempre possibile. Una frattura al momento del primo contatto da cui si rilascia un getto di gas, ad esempio. Bisognava essere prudenti.

Il braccio meccanico toccò la superficie sollevando una nuvoletta di polvere e detriti che subitosi disperse nel vuoto cosmico, poi il trapano entrò in funzione. Per fortuna trovò roccia compatta, come atteso, e l’arpione potè fare presa e far approdare saldamente l’astronave all’asteroide. Il primo passo era fatto. Ora bisognava procedere alla presa di possesso formale.

Un braccio meccanico pianto la bandiera bianca con lo stemma borbonico sulla superficie del corpo celeste, mentre il comandante della missione inviava via radio, su tutte le frequenze di comunicazione internazionale, il comunicato di rito: “In nome di Sua Altezza il re Ferdinando VII e del popolo del Regno di Napoli e di Spagna, prendo possesso di questo astro, dandogli il nome di Asteroide Maria Isabella”.

Ferdinando Cuomo, il comandante, spense la radio e tirò un sospiro di sollievo. Slacciò la cintura di sicurezze e allungò le braccia lasciandosi sollevare senza peso dal sedile di comando missione. Si massaggiò la faccia e sentì la stanchezza della giornata cascargli addosso come una coperta di sonno. Il più era fatto, per oggi. Si era guadagnato una decorazione, i complimenti sarebbero arrivati tra qualche ora, dopo che il messaggio, viaggiando alla velocità della luce, avesse attraversato il Sistema Solare e raggiunto Napoli, e dopo che la risposta fosse tornata all’astronave facendo il percorso inverso. Poteva concedersi qualche ora di riposo, ma presto cominciava il lavoro vero. C’era da iniziare le prospezioni mineralogiche, sperando che quel gran masso nel cosmo fosse davvero ricco come si sperava. La politica si combatteva anche laggiù, dove il Regno di Napoli tentava di conquistare il suo spazio mercantile interplanetario tra contendenti possenti come gli Stati Uniti d’America e Messico e la Repubblica Popolare di Cina e India.