La prima presentazione de “Il Mediatore”

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Il mio romanzo “Il Mediatore” stava correndo il serio rischio di ottenere un primato molto raro in Italia: era passato quasi una anno dalla pubblicazione senza che se ne fosse tenuta una presentazione pubblica.

La prassi della presentazione, nata come evento pubblicitario, è diventata una pratica obbligatorioria, un rito di passaggio necessario in cui l’autore si sente pubblicamente riconosciuto come scrittore. E’ una domanda che mi sono sentito fare: “Ah, hai pubblicato un libro? E dove l’hai presentato?” Certo non tutte le presentazioni sono uguali, ci sono quelle sontuose con giornalisti e sale gremite e lunghe file per le dediche con migliaia e migliaia di copie in attesa di inondare gli scaffali di continenti di librerie, e le piccole soddisfazioni da scrivano ignoto che si pagano con l’affitto di un locale, possibilmente in una libreria e con l’allestimento di un piccolo buffet.

Tuttavia non mi andava di pagare per far sapere del mio libro a amici che ne erano informati in ogni caso (quanto sono taccagno!) e, dopo le reiterate ma finora vane promesse di un paio di associazioni culturali con cui sono in contatto, mi ero ormai messo quasi l’animo in pace. D’altra parte scrivo di fantascienza: devo essere rivolto al futuro, al Web, e chi se ne frega degli autografi!

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Finché il caro amico Vincenzo Pianese, presidente della compagnia teatrale “Erga Omnes”, è venuto a salvarmi dalle ambasce, proponendomi di presentare Il Mediatore in uno degli incontri della rassegna teatrale Voci Vivaci, organizzata assieme all’associazione ALI, e in particolare quello di domenica scorsa, 1 marzo 2015.

E, in effetti, mi sono divertito e non poco. Il libro ha suscitato diverse curiosità. D’altra parte gli alieni che bazzicano nelle antichità partenopee, abituate a ben altre presenze materiali e immateriali, sanno un po’ di strano, difficile lasciarli passare senza degnarli nemmeno di uno sguardo.

E mi sono divertito pure come semplice spettatore. Riporto per copia-e-incolla la scheda della commedia in due atti che è seguita, e che è stata recitata ottimamente. Apprezzo sempre di più queste compagnie amatoriali.

Titolo: “La reliquia di Santa Giacinta”

Compagnia: “Ma chi m’’o ’ffa fa”

Autore: Luciano Medusa

Genere: Brillante

E’ la storia di una prostituta extracomunitaria che si ritrova a Napoli, attirata da un uomo senza scrupoli che la costringe al mestiere più antico del mondo.

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In qualche modo riesce a racimolare i soldi per comprare un biglietto aereo per tornare al suo paese. Fugge dal suo aguzzino, rifugiandosi nella Parrocchia di Santa Giacinta, dove trova Peppino, il sacrestano, che tenterà in tutti i modi di aiutarla a fuggire. Nella parrocchia però c’è un intenso viavai e Peppino deve faticare non poco a nascondere la ragazza provocando tutta una serie di situazioni comico-surreali con un esilarante colpo di scena finale.

Per Grazie Ricevute

A volte luogo ed indirizzo sono fuorvianti. Man mano che ti avvicini, l’ambiente sembra sempre meno giusto. Se la porticina del teatro si trova tra mobilifici e sale da ballo ti (mi) sembra di essere nel posto sbagliato, un luogo finto, un paesaggio stralunato costruito a tavolino.

Entri e la piccola sala è strapiena, ma il clima è disteso, famiglie e gente – la tua gente – d’ogni età. Ti armi d’iniziativa e ti piazzi con una comoda sedia imbottita proprio sotto al palco, quindi aspetti l’inizio della rappresentazione.

Le luci si abbassano, il sipario si apre e, come nella più banale delle favole, in pochi minuti inizia la magia.

Per Grazie Ricevute” di Vincenzo Pianese è una commedia leggera nel senso positivo del termine, ovvero senza pesantezze, priva tanto orpelli eruditi quanto di scadimenti gratuiti nella volgarità. La storia è semplice ma non banale e tiene assieme una sequenza di sketch, o meglio macchiette, alcune delle quali sfiorano il magistrale.

Insomma, le due ore dello spettacolo scorrono via veloci, che poi è esattamente l’intento dell’opera. Chi continua a pensare che la cultura sia qualcosa di pesante ed avulso dal territorio sarebbe dovuto passare a Villaricca al teatro Madre Arte, sabato sera, per vedere la compagnia Erga Omnes dare un esempio di come si fa cultura, con fatica e passione, nella realtà stessa delle persone.