Ecologia spicciola

Lo dicono tutti, a cominciare da Greta Thunberg, lo ripetono in molti, rispettare l’ambiente, rallentare il riscaldamento globale e preservare un po’ del nostro futuro impone scelte radicali, ed è vero. Ma c’è bisogno anche di attenzioni quotidiane. Anzi, direi che se mancano queste, le grandi riforme sono chiacchiere utopistiche. Le scelte minute sono indici dell’attenzione al problema e della volontà individuale di cambiare stile di vita. Mi viene da dire che, al di la delle facili emozioni davanti agli scempi ambientali e alle manifestazioni di piazza, siamo fortemente carenti in questo senso. Ci sono gesti di attenzione all’ambiente che sono assolutamente banali ma che, guardando in giro, non sono quasi mai applicati. Eccone qualche esempio.

Schiacciare le bottiglie di plastica prima di buttarle. Banale vero? La soluzione ideale sarebbe non usare per nulla la plastica. Riciclarla è un’opzione di secondo ordine. Ma la bottiglietta di plastica vuota occupa un sacco di spazio. Schiacciandola ne entrano di più in ogni sacchetto e anche quella è plastica! Non ci vuole molto sforzo per schiacciare una bottiglietta, e allora perché quasi nessuno lo fa?

Stampare solo l’indispensabile. Altro suggerimento che si ripete sempre. Succede di lanciare una stampa per errore e consumare inutilmente carta. Dove lavoro io, il server di stampa è stato centralizzato. Tutte le richieste di stampa arrivano a un gestore centrale. Ogni utente può scegliere una stampante qualunque di quelle in rete, scegliere le proprie stampe e metterle su carta. Oltre a poter utilizzare qualsiasi stampante questo sistema consente di intercettare gli errori: se hai lanciato una stampa per sbaglio, puoi cancellarla dal server o semplicemente lasciarla li, dove verrà cancellata in automatico dopo alcune ore. Tutto bello, in apparenza, ma, nonostante questo, continuo a vedere fogli di stampe inutili abbandonati accanto alla stampante. Cosa stampate a fare quello che non vi serve?

Guidare piano. La guida “sportiva” aumenta i rischi e i consumi. Se avete fretta, partite prima. Se non avete fretta, che correte a fare? Se dovete sfogare lo stress, comprate un saccone da pugilato, oppure andate in bicicletta! Infatti guidare meno è una scelta decisamente ecologica e anche estetica. Le nostre città e paesi sono letteralmente invase di automobili che arrancano a velocità ridicola spargendo fumo e puzza. Vai a piedi se non devi andare davvero lontano. Usa i mezzi pubblici anche se ti tocca partire qualche minuto prima. Essere pigro fa male all’ambiente e anche a te.

Sempre in tema di trasporti privati, quanto costano gli incidenti stradali da un punto di vista ambientale? Ci penso ogni volta che finisco in una coda causata da un piccolo incidente, dove per fortuna non si è fatto male nessuno. Decine e centinaia di automobili che consumano carburante ed emettono fumi restando ferme o quasi. Nessuna assicurazione compensa per questo danno economico e ambientale. In misura minore, parcheggiare in posizione non idonea, ad esempio, costringendo le altre auto a rallentare e fare manovre ne aumenta i consumi e quindi l’inquinamento. In generale direi che rispettare il codice della strada è ecologico.

Lavarsi le mani con acqua fredda. Nei pochi bagni pubblici o di uffici che hanno l’acqua calda trovo sempre la leva spostata tutta a sinistra. Ma vi piace scottarvi le mani? E poi chiudere il rubinetto dell’acqua quando non serve. Se vi spazzolate i denti o vi rasate la barba per tre minuti non serve far scorrere l’acqua per tre minuti a massimo regime e magari pure calda! Apritela solo quando vi serve! I rubinetti moderni sono abbastanza affidabili e non vi si romperanno in mano.

Internet non è gratis, da un punto di vista di portafogli e pure ambientale. Il “virtuale” alleggerisce il carico economico e ambientale rispetto al “fisico” ma non è a costo zero. Quanti grammi di CO2 “costa” una banale ricerca? E quanti una mail o un messaggio social? È proprio necessario riprendere e condividere con gli amici e il mondo ogni cosa che fate? Ogni volta che accediamo alla rete non consumiamo solo energia “localmente”, sul nostro dispositivo, ma attiviamo una serie di modem, router e server sparsi in tutto il mondo. Il carico energetico connesso all’infrastruttura internet è ormai di rilevanza mondiale. Non dico non usate la rere – lo sto facendo in questo momento – ma fatelo con un po’ coscienza!

Impostare e pretendere riscaldamento e aria condizionata ragionevoli. In un albergo in cui sono stato il riscaldamento era fissato a 22,5°C e non si poteva cambiare. La notte era davvero scomodo per dormire. Fuori la temperatura scendeva fino a 3°C di notte. Quanta energia si poteva risparmiare abbassando la temperatura di appena due o tre gradi, senza ledere la comodità di nessuno?

Insomma, mentre applaudite alla coriacea ragazzina bionda con le trecce, o anche se la criticate, riflettete su come mettere in atto almeno qualcosa di utile per l’ambiente!

Riflessioni sciolte sul lavoro

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Un’immagine dal Museo di Pietrarsa

Ogni lavoro è un po’ un gioco di ruolo e, a seconda dell’indole, ognuno lo vive più o meno come tale. A me sembra che viva meglio chi s’immerge un po’ di più nel personaggio, ovviamente senza esagerare.

Lo compresi durante il servizio militare: le giornate passavano meglio se “facevo finta” di essere davvero un soldato.

Una delle responsabilità di chi organizza o gestisce questo “gioco” è di fare in modo che esso contenga quanta meno cattiveria possibile. Una piccola dose è necessaria, ma non troppa, un po’ come il sale in cucina. Bisogna evitare che lo scopo del gioco sia prevaricare il prossimo, interno o esterno all’organizzazione, o che il successo, quale che esso sia, passi necessariamente per tale atto.

E’ importante perché le persone sono mediamente portate a rispettare le regole, soprattutto se questo porta un premio, e se queste regole comportano del male molti sono indotti a commetterlo con poco o nessuno scrupolo di coscienza. Esperimenti hanno dimostrato che è relativamente semplice trasformare uomini comuni in kapò quasi nazisti, con i giusti condizionamenti ambientali e personali.

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C’è un momento della giornata in cui decidi se renderla speciale o farla trascorrere come tutte le altre.

Gran parte della retorica che circola nei social ti indurrebbe a ritenere corretta la prima scelta, e a sentirti moderatamente in colpa ogni volta che propendi per la seconda opzione. La questione raramente affrontata però è che il mondo non va avanti con sole giornate gloriose, ma ha bisogno di un gran numero di quotidianità ordinariamente produttive. Non solo di scelte eroiche e vistose ma anche di coerenza spicciola e coraggio quotidiano.

Una volta nel mio lavoro mi sono definito un “Man in Black”, perché la quasi totalità di esso avviene dietro le quinte. Dovrebbe essere quasi un’ambizione dei tecnici, una scelta etica, quella di essere invisibili al “grande pubblico”: l’ideale è che emergano solo le soluzioni, perché tutto il resto sono problemi.

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Suggerimenti – tra il faceto e il serio

  • Un quarto d’ora d’impegno dopo un’ora di cazzeggio basta a mettere a posto la coscienza;
  • Rompere le scatole al prossimo per fargli fare qualcosa che ti torna utile è quasi sempre una buona idea;
  • Far lavorare il prossimo è più utile per la carriera che lavorare in prima persona;
  • Gestisci le scadenze come se avessi sempre una fila di impegni arretrati.