Gli americani nei film

Panorama di New York

Gli statunitensi* nei film non dormono mai, lavorano un minimo di dodici ore al giorno e poi, come se nulla fosse, vanno a bere in un bar elegante fino alle ore piccole. Poi di solito hanno un’avventura erotica con la collega figa.

Nei film USA non esiste la classe media: o hai i soldi per una villa su tre livelli con giardino, piscina e quadrupli servizi o sopravvivi in un tugurio nel Bronx o in una catapecchia in mezzo al nulla nel deserto tra Arizona e Nevada.

Tutto succede a New York: puoi essere rapito dagli alieni a Times Square, trovare un tesoro templare a Central Park o essere inseguito dalla polizia tra la Ottantaquattresima e Madison, salvato ogni volta dall’Uomo Ragno.

Più è remoto il posto e più la soluzione di tutto sono le armi da fuoco: non c’è problema che non si possa risolvere con un revolver, un fucile a pompa o un semiautomatico, dall’invasione aliena alla pandemia zombie, dalla crisi economica alle turbe psichiche. Il cattivo ha una mira infallibile contro i personaggi secondari, destinati a morire per la trama, mentre mira al vento quando ha davanti l’eroe protagonista. Quest’ultimo invece non sbaglia un colpo e spara meglio di Daisuke Jigen, l’amico di Lupen III, anche se fino al giorno prima faceva il postino!

Le donne in carriera sono sempre fighe e trottano disinvolte sui tacchi a spillo venti ore su ventiquattro. Se li levano in genere solo per fare sesso.

Nei film horror c’è sempre un chiattone tra i primi a morire. Poi dopo tocca al nero o a una ragazza figa ma non la fidanzata del protagonista, ovviamente: quella di solito sopravvive, salvata dal protagonista, o muore, nonostante sforzi disumani di quello, in modo spettacolare ma molto avanti nel film.

I poliziotti eseguono deduzioni fulminee e individuano il criminale in modo infallibile nell’arco di pochi secondi. Le analisi del DNA e le più complesse deduzioni statistiche su ‘big data’ si eseguono in due minuti scarsi, ma è solo per confermare quello che il detective aveva già capito: roba da far sembrare Sherlock Holmes un povero ritardato. Gli operatori al computer sono in grado di tracciare una mappa, incrociare sei data-base riservati o progettare un incrociatore spaziale in frazioni di secondo, con la sola forza del pensiero: i movimenti delle dita sulla tastiera sono puramente coreografici. I virologi trovano un vaccino nell’arco di tempo di un intermezzo pubblicitario, partendo dallo sputo di un guarito o dal sangue di un babbuino immune. Solo sismologi, epidemiologi e “ufologi” non sono mai creduti quando prevedono il disastro, altrimenti il film finirebbe subito.

Il mondo, anzi l’universo si distingue in USA e tutto il resto. Quello che succede in ‘tutto il resto’ ovviamente conta poco, un morto di passaporto statunitense fa più clamore di un’ecatombe nella penisola indocinese. Alcuni stati esteri hanno un valore puramente simbolico: dal Messico, ad esempio, arrivano tutte le droghe e tutta la violenza concepibili.

Si direbbe che gli americani non abbiano molta fiducia nel loro decantato sistema giudiziario, dal momento che il cattivo raramente finisce in galera ma di solito muore e muore male, il più delle volte per mano del buono che, singolarmente, dopo aver fatto strage per tutto il secondo tempo, continua ad essere buono, sensibile, cittadino modello, marito affettuoso e perfetto padre di famiglia. Erore e superstiti si abbracciano felici nel finale senza un rimpianto o un rimorso di coscienza che sia uno. Il “non uccidere” vale solo verso i “buoni”, gli altri possono diventare concime. In qualche raro caso il cattivo sopravvive ma solo perché è il vero protagonista della storia, serve per ‘sequel’ e ‘prequel’: vedi Hannibal, ad esempio.

Aggiunta 18/5/2020: Gli americani hanno davvero degli infissi di merda come si vede nei film, che il serial killer entra facendo leva con un temperino?

Aggiunta 26/5/2020: i ragazzini escono sempre di notte, per sventare invasioni aliene o inseguire serial-killer, senza che la famiglia si accorga di nulla.

*) ‘Statunitensi’ è il termine che avrebbe utilizzato: i cittadini USA si sono appropriati ingiustamente del termine ‘americano’ che dovrebbero condividere con tutto il continente.

L’anticinefilo

Lo confesso, non amo il cinema. Ci vado di rado (sempre più di rado, anzi praticamente mai), e solo se trascinato. In sala mi ritrovo spesso a sbirciare l’orologio, salvo rari casi di “pellicole” estremamente coinvolgenti. La mia domanda implicita, nel momento doloroso di scegliere un film è: “in quale ci sono più aeroplani e carri armati?” sapendo già che il mio gusto non sarà condiviso dalla maggioranza. Non riesco nemmeno lontanamente a capire l’enfasi mediatica per feste, festival e premi cinematografici d’ogni sorta, dagli Oscar in giù. Preferisco di gran lunga gli spettacoli dal vivo, musica o, meglio ancora, teatro. Davanti ad un palco con attori rimango incantato, perfino quando la recitazione non è esattamente eccelsa. Il teatro è vivo, il cinema riproduzione: so che non condividerete, ma per me è così.

I film quelli belli

(Che artista eh)

Prossimamente nelle migliori sale. Anche i libri non sono male.

L’Eleganza del Ricco”. Delicata storia di uno sfigato che diventa affascinante dopo aver ereditato una fortuna.

I Propensi Sposi”. La storia amara ed attualissima di due precari ultra-quarantenni, fidanzati fin da ragazzini, che aspettano il posto fisso per sposarsi.

I Promessi Sponsor”. La drammatica avventura di una squadra sportiva che parte baldanzosa ma s’indebita per comprare le divise.

Saziami ma di Baci Straziami”. Una storia forte di gastronomia ed erotismo.

La Lunghissima Estate Calda”. Amore e intrighi nell’epoca dei cambiamenti climatici.

Blame Runner”. In un futuro distopico la colpa di qualsiasi cosa è sempre di chi c’è stato prima!

Il Cavaliere all’Oscuro”. Storia di un anziano politico, ormai fuori dai giochi, che si aggrappa disperatamente al proprio passato di successo e alla chirurgia plastica.

Stalk to Me”. Cupa storia di confessioni e persecuzioni.

La Ricerca della Ferocità”. Storia immaginaria e surreale di un politicante che fa carriera cavalcando i bassi istinti dei suoi elettori. Ma la realtà gli si rivolterà contro.

La Ricerca della Felinità”. L’amore per i gatti come medicina di vita.

Bohemian Crapsody”. Storia in chiave trash di musicisti gaudenti banali.