Ma che globale rottura di scatole quest’ambiente!

Ora vi può pure non piacere Greta Thunberg, anzi può starvi proprio sulle scatole(*).

Oppure potete pensare che sia una povera piccola strumentalizzata dalla famiglia, dai media e da chissà quali “poteri forti/oscuri”. Potete anche sospettare che il problema del riscaldamento globale sia sopravvalutato. Potete persino non dare fiducia alla maggioranza degli scienziati e sospettare che il problema climatico non esista. D’altra parte chi può mai prevedere il futuro?

Potete fare tutto questo e anche di più ma come fate a contrastare l’idea in se di uno stile di vita più ecologico e, oserei dire, più razionale e umano? Il principio di prudenza non ha un senso? E di più, l’obiettivo di un mondo migliore non dovrebbe essere sufficiente per decidersi ad agire? L’inquinamento è evidente e ha effetti sull’ambiente, le specie viventi e la nostra salute, abbiamo dubbi sugli effetti a lungo termine ma non possiamo negare che potrebbero esserci, questo dovrebbe bastare a deciderci ad agire, indipendentemente dalle ideologie.

Ricordo una vignetta, in inglese, in cui un operaio, apostrofando l’oratore di una confereza gli chiedeva: “E se il cambiamento climatico fosse tutto uno sbaglio e noi costruissimo un mondo migliore per niente?” Un mondo migliore non è già un obiettivo valido in se?

In quest’ottica, il fatto che molta dell’insofferenza verso il movimento giovanile ecologista venga da aree conservatrici mi sembra ancora più strano, o meglio difficile da comprendere per il sottoscritto. La tradizione sono i diesel senza filtro e le miniere di carbone? Il “chilometro zero” mette a rischio i vostri valori? Se il problema è che i ragazzi dovrebbero andare disciplinatamente a scuola invece di scioperare potremmo passarci sopra un momento? Aiutatemi a capire please.

Se sono le scelte di dettaglio a mettervi in crisi posso capirlo, si può essere meno inquinanti in tanti modi. Molto del movimento ecologista è solo un’ipocrita facciata. Riutilizzare e, molto spesso, meglio che sostituire, ad esempio, e le “trombe” amplificate che pubblicizzano nuovi prodotti ecologici sfornati freschi freschi dalle multinazionali sono spesso specchietti per le allodole per spingere una nuova ondata di consumismo.

Proponete / proponiamo soluzioni alternative ma costruttive e allora il dibattito sull’ambiente avrà un senso.

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*) Anche il sottoscritto non è tra quelli che la osannano ma ne ammira l’energia e la chiarezza.

Ecologia spicciola

Lo dicono tutti, a cominciare da Greta Thunberg, lo ripetono in molti, rispettare l’ambiente, rallentare il riscaldamento globale e preservare un po’ del nostro futuro impone scelte radicali, ed è vero. Ma c’è bisogno anche di attenzioni quotidiane. Anzi, direi che se mancano queste, le grandi riforme sono chiacchiere utopistiche. Le scelte minute sono indici dell’attenzione al problema e della volontà individuale di cambiare stile di vita. Mi viene da dire che, al di la delle facili emozioni davanti agli scempi ambientali e alle manifestazioni di piazza, siamo fortemente carenti in questo senso. Ci sono gesti di attenzione all’ambiente che sono assolutamente banali ma che, guardando in giro, non sono quasi mai applicati. Eccone qualche esempio.

Schiacciare le bottiglie di plastica prima di buttarle. Banale vero? La soluzione ideale sarebbe non usare per nulla la plastica. Riciclarla è un’opzione di secondo ordine. Ma la bottiglietta di plastica vuota occupa un sacco di spazio. Schiacciandola ne entrano di più in ogni sacchetto e anche quella è plastica! Non ci vuole molto sforzo per schiacciare una bottiglietta, e allora perché quasi nessuno lo fa?

Stampare solo l’indispensabile. Altro suggerimento che si ripete sempre. Succede di lanciare una stampa per errore e consumare inutilmente carta. Dove lavoro io, il server di stampa è stato centralizzato. Tutte le richieste di stampa arrivano a un gestore centrale. Ogni utente può scegliere una stampante qualunque di quelle in rete, scegliere le proprie stampe e metterle su carta. Oltre a poter utilizzare qualsiasi stampante questo sistema consente di intercettare gli errori: se hai lanciato una stampa per sbaglio, puoi cancellarla dal server o semplicemente lasciarla li, dove verrà cancellata in automatico dopo alcune ore. Tutto bello, in apparenza, ma, nonostante questo, continuo a vedere fogli di stampe inutili abbandonati accanto alla stampante. Cosa stampate a fare quello che non vi serve?

Guidare piano. La guida “sportiva” aumenta i rischi e i consumi. Se avete fretta, partite prima. Se non avete fretta, che correte a fare? Se dovete sfogare lo stress, comprate un saccone da pugilato, oppure andate in bicicletta! Infatti guidare meno è una scelta decisamente ecologica e anche estetica. Le nostre città e paesi sono letteralmente invase di automobili che arrancano a velocità ridicola spargendo fumo e puzza. Vai a piedi se non devi andare davvero lontano. Usa i mezzi pubblici anche se ti tocca partire qualche minuto prima. Essere pigro fa male all’ambiente e anche a te.

Sempre in tema di trasporti privati, quanto costano gli incidenti stradali da un punto di vista ambientale? Ci penso ogni volta che finisco in una coda causata da un piccolo incidente, dove per fortuna non si è fatto male nessuno. Decine e centinaia di automobili che consumano carburante ed emettono fumi restando ferme o quasi. Nessuna assicurazione compensa per questo danno economico e ambientale. In misura minore, parcheggiare in posizione non idonea, ad esempio, costringendo le altre auto a rallentare e fare manovre ne aumenta i consumi e quindi l’inquinamento. In generale direi che rispettare il codice della strada è ecologico.

Lavarsi le mani con acqua fredda. Nei pochi bagni pubblici o di uffici che hanno l’acqua calda trovo sempre la leva spostata tutta a sinistra. Ma vi piace scottarvi le mani? E poi chiudere il rubinetto dell’acqua quando non serve. Se vi spazzolate i denti o vi rasate la barba per tre minuti non serve far scorrere l’acqua per tre minuti a massimo regime e magari pure calda! Apritela solo quando vi serve! I rubinetti moderni sono abbastanza affidabili e non vi si romperanno in mano.

Internet non è gratis, da un punto di vista di portafogli e pure ambientale. Il “virtuale” alleggerisce il carico economico e ambientale rispetto al “fisico” ma non è a costo zero. Quanti grammi di CO2 “costa” una banale ricerca? E quanti una mail o un messaggio social? È proprio necessario riprendere e condividere con gli amici e il mondo ogni cosa che fate? Ogni volta che accediamo alla rete non consumiamo solo energia “localmente”, sul nostro dispositivo, ma attiviamo una serie di modem, router e server sparsi in tutto il mondo. Il carico energetico connesso all’infrastruttura internet è ormai di rilevanza mondiale. Non dico non usate la rere – lo sto facendo in questo momento – ma fatelo con un po’ coscienza!

Impostare e pretendere riscaldamento e aria condizionata ragionevoli. In un albergo in cui sono stato il riscaldamento era fissato a 22,5°C e non si poteva cambiare. La notte era davvero scomodo per dormire. Fuori la temperatura scendeva fino a 3°C di notte. Quanta energia si poteva risparmiare abbassando la temperatura di appena due o tre gradi, senza ledere la comodità di nessuno?

Insomma, mentre applaudite alla coriacea ragazzina bionda con le trecce, o anche se la criticate, riflettete su come mettere in atto almeno qualcosa di utile per l’ambiente!