Bill usa le frecce

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Sinistra, destra oppure dritto / Il fatto è che è sempre un rischio

I miei concittadini e connazionali sono celebri al mondo per molte belle qualità, ma tra queste non c’è di certo il rispetto rigoroso del codice della strada. Per noi il parcheggio è un’attività creativa, il semaforo un suggerimento, il divieto d’accesso un’ipotesi di lavoro e la polizia municipale qualcuno con cui intavolare una fitta trattativa. Fra le infinite infrazioni che osserva quotidianamente chi vive le nostre strade e città, tuttavia, ce n’è una in particolare che mi lascia sempre perplesso, perché non comporta, mi sembra, alcun vantaggio per chi la commette e, di conseguenza, meriterebbe un’analisi di tipo sociologico. Si tratta del mancato utilizzo degli indicatori di direzione, ossia di quelle lucine intermittenti normalmente montate agli angoli delle autovetture e a cui di fa comunemente riferimento come “frecce”.

In effetti un utilizzo ce l’hanno: quello di accenderle contemporaneamente e giustificare, così, all’istante, la più assurda delle soste. E’ quel comando che, dalle mie parti, è comunemente chiamato “le quattro frecce” e più tecnicamente si denomina “hazard”, indicando che per l’inventore originario, ovviamente dotato di scarsa fantasia, dovevano servire essenzialmente come segnalazione d’emergenza, e non strumento d’ordinaria sosta selvaggia, in quadrupla fila, di traverso all’incrocio trafficato con strada con o senza diritto di precedenza, intralciando simultaneamente corsia ordinaria, preferenziale e passaggio pedonale con discesa disabili e attiguo varco carraio.

No, mi riferisco all’impiego ordinario delle frecce, ovvero quello di far sapere a chi segue o precede che si ha intenzione, di li a breve, di svoltare o cambiare corsia.

Perché mai non utilizzarle? Da un attento esame sono giunto alle seguenti conclusioni

  • Sono fornite come optional di serie su tutte le autovetture: insomma ve le danno per forza, sin da quando l’autoradio era l’optional più ambito, e da prima ancora (accusate di questo la lobby dei produttori di automobili se volete). Quindi, visto che le avete… tanto varrebbe usarle. No?
  • Tanto più che non comportano costi aggiuntivi per chi le usa, compresi consumo di carburante, addebiti su telepass, scalatura di punti patente, IVA, accise o altri oneri fiscali;
  • Non sminuiscono la virilità – o per converso la femminilità – del conducente, né agli occhi dei sui conoscenti né degli altri utenti della strada;
  • Nemmeno marcano come mentalmente insipiente chi le adopera anzi…
  • … Al contrario, rivelano la sorprendente abilità di chi le usa, in quanto capace di capire di dover girare ben cinque secondi prima di doverlo effettivamente fare, e di dimostrarlo con un gesto volontario e deliberato: l’azionamento della levetta delle frecce nella giusta direzione, appunto.
  • Possono aiutare chi non è dotato di capacità telepatiche (come il sottoscritto) di comprendere le tue intenzioni, e quindi evitare potenziali rischi di incidente (non di colpa tua… sia chiaro: di chi non ha capito in anticipo che stavi per girare senza averlo minimamente segnalato).
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Anche le auto vecchie hanno le frecce!

Il sottoscritto ha sviluppato una particolare abilità precognitiva: noto il millimetrico spostamento dell’auto che mi precede verso i margini della corsia, che ne segnalano l’intenzione di spostarsi. Le frecce di solito non arrivano o sono accese dopo aver iniziato la manovra.

Perché questo comportamento? Ho alcune ipotesi, che vado ad elencare.

  1. Io so guidare l’auto. Alla perfezione. Quello che fanno gli altri non mi riguarda. Se gli finisco addosso sono loro che non si sono scansati in tempo.
  2. La strada è mia, di diritto e usucapione. E ne faccio quello che voglio io;
  3. Essendo al centro del mio universo, tutti, compresi gli altri automobilisti, devono girarmi attorno;
  4. Ha il diritto di guidare l’auto chi ha capacità superiori alla media, compresa quella di sapere in anticipo cos’hanno intenzione di fare gli altri
  5. L’incidente è colpa degli altri. A prescindere.
  6. E poi tanto non sono assicurato, quindi se mi urtano, che mi frega?

Concluderei parafrasando un comune “meme” dei siti sociali: “Bill non immagina che la strada sia sua proprietà esclusiva … Bill non suppone che gli altri automobilisti sappiano per intuizione dove lui vuole andare … Bill usa le frecce … Bill è intelligente. Sii anche tu come Bill”.

Insomma, usate le frecce!

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Autopilota automatico garantito all’italiana

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Si avvicina forse il sogno dell’auto che si guida da sola. Sperimentazioni sono in corso negli USA e, prossimamente, anche in Gran Bretagna. Anche qui da noi qualcosa si muove… senza conducente. Servirà a dire che sì, ci avevamo pensato per primi, ma poi siamo rimasti indietro come sempre. In teoria dovrebbe aumentare di gran lunga la sicurezza, una volta messo tutto a punto per bene. Insomma, un passo avanti per l’utente comune, un balzo indietro per gli appassionati di motori.

Certo, guidare è diverso dall’aggirarsi in un piazzale e le nostre strade hanno poco in comune con le highway americane. Credo che ci voglia ancora un bel po’ di prove, miglioramenti, errori e mal di testa dei progettisti prima che un’auto robot possa aggirarsi in certi nostri centri storici senza impazzire in pochi secondi o sappia reagire alle iniziative incredibili di certi automobilisti da tangenziale evitando di finire coinvolta in incidenti tremendi. L’assunzione che gli altri conducenti rispettino con medio scrupolo almeno le norme fondamentali del codice della strada mi sembra che debba essere assolutamente rimossa, nella scrittura del software per questi sistemi di guida automatica. Ma, appena risolti questi problemi squisitamente tecnici, ovviamente si scateneranno le polemiche all’italiana, tipo queste:

  • Le assicurazioni adegueranno le tariffe o ci marceranno come al solito?
  • Sarà possibile “taroccare” il software di centralina in modo che la macchina non rispetti qualche limite di velocità, ogni tanto? Così, tanto per non fare tardi in ufficio la mattina?
  • Chi paga in caso di incidente? Il conducente che non conduce più? Il fabbricante dell’automobile? Oppure quello del sistema di guida, che magari non è lo stesso? Pantalone?
  • L’auto ora conosce tutti i nostri movimenti. Povera praivasi!

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Ho provato ad immaginare qualche frase tipo.

  • Signor vigile, non sono mica io che sono passato col rosso, è stata la macchina, ha fatto tutto da sola. Io mi fidavo, si era sempre comportata bene prima, noiosa anzi. Io leggevo il giornale, dev’essere un baco del software”.
  • La mia amante ha letto i log della mia automobile, dal mio telefonino, ed ha scoperto che ho passato la notte a casa con mia moglie. Il mio rapporto extra-coniugale è rovinato. Avvocato, qualcuno mi deve rimborsare!”
  • Non ho fatto tardi io, è quel fesso del robot dell’auto che ha sbagliato strada”.
  • Ho perso tempo per causa della macchina: non voleva proprio saperne di parcheggiare in divieto di sosta. Alla fine ho dovuto spegnere il computer”.
  • Ci controllano! Ci controllano dappertutto! Fa parte del complotto pluto-giudo-massonico-petroliero per la dittatura mondiale, è evidente!! I poteri forti con i servizi deviati!!! Ora anche le macchine ci spiano, con i loro sensoracci!… Tra un po’ sarà l’automobile che ci dirà dove dovremo andare!?! E con il loro potere mediatico ci convinceranno che è giusto cosi!”