La mamma di…

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“La mamma degli imbecilli è sempre incinta”.

La funzionaria che ha ignorato le telefonate di soccorso sull’Hotel Rigopiano è sulla graticola. Da molto tempo e per molto ancora. Sotto processo, in attesa di una probabile condanna penale e alla gogna di tutta la macchina mediatica italiana, dai telegiornali in giù, che, sappiamo, nel fare questo è molto efficace.

Ovvio obiettivo. Facile scaricare l’ira – e con essa la coscienza – nazionale su chi si trovava a fare un lavoro che non era il suo, subissata di richieste contrastanti, ivi compresi mitomani e gente spaventata per tanto o anche per poco o nulla, che in questo marasma, sotto stress difficile da controllare, magari sbaglia e straparla, ma non è responsabile del disastro in se.

C’è l’ideale: la frase registrata breve e chiara da mandare in loop, tolta dal contesto, e anche la figura di funzionaria pubblica di mezza età, così somigliante a quella che attira la tua antipatia quando fai la coda all’ufficio postale mentre lei chiacchiera con la collega.

Qualcuno che non ha protezioni alle spalle e non le ha voltate davanti a un impegno imprevedibile e oneroso, per cui non era preparata.

La signora non è responsabile se è subissata di richieste di soccorso, se ha ricevuto informazioni errate dalla Protezione Civile, se l’albergo era stato costruito e autorizzato in un luogo impossibile già battuto da valanghe, se nessuno aveva messo in allarme gli occupanti almeno il giorno prima e se nessuno ha pensato di evacuarlo in tempo, a cominciare dal proprietario.

E allora, chi ha avuto l’idea di costruire un albergo in quel posto?

“La mamma degli incoscienti è sempre incinta”.

Perché proprio li?

“La mamma degli avidi è sempre incinta”.

Chi ha concesso le autorizzazioni?

“La mamma degli incompetenti è sempre incinta”.

Chi ha tralasciato i controlli?

“La mamma degli incapaci è sempre incinta”.

Forse ha avuto favori o tangenti?

“La mamma dei corrotti è sempre incinta”.

O semplicemente aveva paura di intaccare le “potenze economiche” della zona

“La mamma dei vigliacchi è sempre incinta”.

Chi non ha dato l’allarme in tempo?

“La mamma degli inadempienti è sempre incinta”.

Ma quanto sopra non fa abbastanza notizia: meglio gonfiare l’odio su un singolo funzionario pubblico che sbaglia sotto pressione.

“La mamma dei giornalisti sciacalli è sempre incinta”.

A proposito di Mussolini

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So che è sostanzialmente inutile, ma vorrei sottolineare alcune sviste della propaganda vetero-fascista che ogni tanto rinasce sui siti sociali. Ovviamente ci sono gruppi e singoli che s’impegnano alla grande per diffondere il nuovo verbo che poi nuovo non è e fanno leva sul senso d’insicurezza dei singoli, sulla speranza di una soluzione semplice che doni la “tranquillità” alle “persone comuni” (entrambe espressioni su cui ci sarebbe molto da approfondire), ma soprattutto sfruttano la diffusa ignoranza storica, loro e altrui. Ma così facendo si rischia di additare come soluzione un male peggiore che non cura niente. Non volendomi dilungare, ecco un piccolo elenco di “abbagli” che la propaganda sub-mediatica tenta di diffondere ma che, secondo me, saltano agli occhi

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Abbaglio: “Con Mussolini l’Italia è stata grande”.

Spiegazione: la propaganda l’ha illusa di essere tale. Qualcuno disdegna i TG odierni eppure crede con fede ai cinegiornali del ventennio! La politica fascista ha impedito una vera crescita industriale, perché garantiva i guadagni agli industriali nazionali con l’autarchia e una politica “consociativa”, che si può definire di “scambio di favori”. E gli industriali, infatti, lo sostenevano senza eccezione. Gli esiti della guerra dimostrano quanto eravamo indietro rispetto alle vere potenze mondiali. E le colonie… Se quelle erano grandezza…

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Abbaglio: “Mussolini ha fatto anche cose buone”.

Spiegazione: ha fatto cose che ogni governo decente avrebbe fatto, in termini di opere pubbliche e stato sociale, e le ha fatto meno e peggio di quanto un governo democratico avrebbe potuto fare: vedi quello che avveniva in Francia e Inghilterra. Ha concesso qualche miglioramento di politica del lavoro proibendo nel contempo lo sciopero, scelta molto gradita agli stessi industriali, Ha represso con violenza ogni dissenso. La guerra che ha letteralmente distrutto il Paese non è stata un incidente o un effetto di “cattivi consiglieri”, ma un fine chiaro di tutto il fascismo e di Mussolini personalmente.

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Abbaglio: “Mussolini era così onesto che è morto povero”.

Spiegazione: in effetti non era un ladro. Un assassino, megalomane e falsario si, e a voi giudicare cosa fosse peggio. Ma soprattutto era assetato di potere, e per questo ha lasciato il campo libero a ladri, truffatori e approfittatori degni delle tangentopoli attuali. Diversi storici sottolineano come non volesse collaboratori in gamba attorno, per paura che lo criticassero e fossero tentati di scavalcarlo. Voleva tutto il potere per se e si circondò di personaggi mediocri e arrivisti, allontanando gestori in gamba come Balbo. In pratica non rubò in prima persona, ma lasciò rubare, appropriare e mal gestire con ben poco freno.

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Piccola nota a termine di questo breve elenco: so che non farò cambiare idea a nessuno. Chi spera nell’ “uomo forte” continuerà a farlo. Prendetelo solo come una sorta di sfogo o presa di posizione personale. Suggerisco due letture, per chi vuole cominciare un approfondimento, riprodotte nella foto in testa: il breve saggio storico “A proposito di Mussolini”, di Mack Smith a cui ho preso in prestito il titolo, e “Il dito dell’anarchico”, la storia, raccontata come un romanzo dal Lorenzo Del Boca, del velleitario attentato a Mussolini da parte dell’anarchico Gino Lucetti, descrivendo al contempo società e piccolezze del regime.