Beata sanità

dottore

Mi arrendo. Dopo anni di strenua resistenza getto la spugna e pubblico anch’io una poesia. Il virus poetico colpisce quasi tutti, in Italia, ed a tratti, nel corso della vita, è toccato anche a me. Sempre attacchi bonari, però, di poca durata. Stavolta cedo alla tentazione di non tenerla pietosamente nel cassetto. Eccola qua, con la sua stringente attualità. Anima e coraggio, è breve!

 

Beata sanità

1.

La malattia regge l’economia,

muove il turismo e l’immigrazione,

serve, è utile, è bene che ci sia,

dà benessere a tante persone.

2.

Ha i suoi imprenditori e rivenditori,

le sue quotazioni,

la sua borsa valori,

cessioni ed acquisizioni.

3.

Si smercia a volume ed a peso,

al minuto ed all’ingrosso,

c’è la comune e il guaio grosso,

a breve ed a lungo decorso.

4.

Il virus è moneta, il morbo posti di lavoro,

la malattia remunera gli investitori,

paga a peso d’oro,

la salute, invece, dà pochi denari.

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