Due minuti d’ordinaria camorra

img-20161104-wa0003

Un vagone della metropolitana, insolitamente vuoto

Metropolitana di Napoli, sabato sera, in direzione della spettacolare stazione di Toledo. Convoglio pieno di ragazzi che sfruttano l’apertura prolungata, per lo più provenienti dalla periferia. Entra un venditore ambulante, uno dei tanti che vivacchiano proponendo cose qualsiasi in cambio di qualche spicciolo. Uno dei ragazzi lo prende in giro, lo ammetto in modo inopportuno, trascinato dall’entusiasmo dell’uscita. Poca cosa, per la verità, ma se ne faceva a  meno era meglio. Si alza uno molto più grosso di lui e gli si avvicina decisamente. Ha tanta panza, è evidente, ma anche abbastanza fisico da intimidire il primo. E così fa, lo redarguisce in dialetto, gli dice di rispettare quello che sta lavorando per campare.

Il primo ragazzo si ritira in buon ordine. Il secondo, quello grosso, si intrattiene a colloquiare con il venditore ambulante. Ne ascolta le lamentele e giustificazioni. Lo rassicura. Lo mette sotto la sua ala protettrice.

Intanto il treno arriva in stazione. Il grosso salta avanti a quelli che aspettano davanti alla porta, mentre il treno è ancora in movimento, e tira l’apertura d’emergenza delle porte. “Così scendete prima” dice. Mentre chi è arrivato scende in stazione, lui si accosta di nuovo, protettivo al venditore ambulante, che si giustifica: “lo faccio per campare”.

Ecco un piccolo episodio che rivela diversi aspetti delle mentalità camorristica, o mafiosa in generale se volete.

Il camorrista finge interesse e protezione verso le esigenze di un “debole” mentre lo scopo primario è dimostrare forza e acquistare controllo. Crearsi un suo territorio e rispetto, in pratica.

Per lo stesso scopo, il “debole” da “difendere” è scelto in modo che sia successivamente soggetto e debitore.

Anche il contesto è scelto in modo oculato. L’intervento è volutamente plateale e la vittoria deve essere facile e ampia. Il pubblico serve allo scopo. Il “rumore” creato non è inefficienza, ma funzionale.

Il tutto presuppone che non vi sia opposizione diffusa, ovvero che tutti gli altri, quelli non direttamente coinvolti, tendano a “farsi i fatti loro”. E’ la che sbagliamo tutti, lo ammetto. L’unica scusante che invoco è la velocità dell’azione: tutto si è concluso prima che riuscissi a elaborare cosa stava accadendo.

La singola vittoria sul campo, ovviamente, inorgoglisce e incoraggia il camorrista in erba. Si è fatto notare sul suo territorio, ha mostrato forza e decisione, ha acquistato un protetto e costretto un altro a sottomettersi, per cui si sente pronto al passo successivo, ovvero imporre la propria forza su una scala più ampia. Un altro gradino nella scalata della montagna di merda.

Annunci

Pomeriggio libero

Espressione “popolare” su Via Mezzocannone

E’ una cosa che mi piace fare, ogni tanto. Qualche ora a girare quasi senza meta, oppure a girarle attorno, scegliendo le svolte ad ogni incrocio per metà a ragione e per metà per curiosità.

La zona degli universitari, tra Mezzocannone e dintorni, ha sempre un sapore particolare. I Fermenti della giovinezza colorano i muri ed affollano i locali a menù economico.

Altra espressione d’opinione, su cui il blogger non si pronuncia.

Su via Toledo sono quasi spariti i venditori ambulanti. I nuovi poliziotti municipali, assunti con l’ultimo mega-concorso della Iervolino, fanno il loro lavoro. Ne conosco un paio e posso confermanrlo, non faccio ironia. Dove abito io sono comparse le ganasce alle auto in divieto di sosta, l’incubo peggiore dell’automobilista.

Ci sono invece artisti di strada. Non tutti d’alta gamma. Faccio scorta di sfogliatelle da Pintauro, rigorosamente frolle. La riccia, per me, è fastidiosa, quasi un’aberrazione: perché mai scegliere un’ostica sfogliatella riccia quando se ne può avere altrettanto facilmente un’accogliente frolla?

Pulizia? Il centro, direi, è in discrete condizioni, non si presenta male ai turisti, e qualcuno ce n’è in giro. Il guaio è in periferia; ogni cavalcavia o area di sosta di superstrada è un deposito di rifiuti a cielo aperto.

E’ finalmente aperta la metro di via Toledo. Dopo due inaugurazioni pezzotte, quando finalmente hanno aperto sul serio il sindaco avrà deciso di farlo alla chetichella. La stazione colpisce, ha spazi ampi e luminosi, le decorazioni variate in modo da rendere meno monotoni i tunnel e le lunghe scale mobili. Il tratto da Dante a Università è servito solo da un convoglio che fa la spola avanti ed indietro, per cui Toledo è probabilmente l’unica stazione di metropolitana a doppio senso di marcia: il treno passa una volta in un senso ed una nell’altro.

Metro via Toledo

L’unico vero problema della metro è l’orario di apertura: dopo le 23 chiude i battenti e allora, tra ZTL sterminate, traffico indisciplinato e parcheggi disponibili col contagocce dentro la città sono dolori. Certe volte si fa prima ad arrivare a Caserta.

Eppure continuo a pensare che Napoli sia imprescindibile, nel bene e nel male, se qualcuno vuole sul serio capire l’Italia e l’Europa.