Raccontami una storia

“Zio, zio, mi racconti una storia?” (Espressione entusiasta).

“No sono stanco…”

“Su dai zio”.

“Ma no…”

“Una sola…” (E intanto fa il musetto alla ‘non mi puoi dire di no’).

“E va bene”.

“Evviva!”

“Quale storia?”

“Quella che vuoi”.

(Spremitura di meningi). “Allora ti racconto quella che…”

“No zio non mi piace”.

(Creatività livello pro). “Allora quella di…”

“Non mi piace”.

(Dolore alle tempie per troppa concentrazione creativa). “Allora quella quando…”

“No no non mi piace!”

“Va bene, allora che storia ti racconto?”

“Quella che vuoi!”

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Marialba e il Telepass

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Mia nipote ha sei anni (e mezzo), un’intelligenza vivace e una notevole prontezza di risposta. Una mattina siamo nella mia auto con i suoi genitori e mia moglie per una piccola gita. Passo il casello dell’autostrada con il Telepass.

“Zio, non ti fermi a pagare?” Il tono è sul preoccupato.

“No, ho il Telepass”, e intanto le indico orgoglioso l’apparecchietto attaccato al parbrezza, “hai sentito che ha suonato?”.

“Papà, Papà fai anche tu il Telepass così passi senza pagare!”

Risatina accondiscendente, poi le spiego: “Guarda che non è proprio così, il Telepass segna tutte le volte che passo e poi pago tutto insieme”.

Mia nipote ci ragiona su un momento, poi riprende: “Papà, fai il Telepass, così quando vai in autostrada paga sempre zio!”.