Pensieri di notte

Eccoci a un nuovo momento di poesia. Ogni tanto mi scappa e non posso farci niente. Ma sono onesto: continuate a vostro rischio e pericolo.


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A letto, quando corrono i pensieri,

Nel buio: ostruiti, lontani i rumori

Delle beghe e distrazioni correnti,

Gli occhi chiusi per non scrutare il nulla.

Ma il sonno ritarda, colpevole,

Perché la coscienza gira intorno,

Libera ballerina ammaliante,

Danzando, ora prossima, or più distante,

Attorno agli stessi punti, serva di se stessa,

E si allarga fluida, invadente,

Regina del buio, spettacolo non richiesto,

Spandendo i suoi grumi dolenti, piano,

Che si accrescono, paure amplificate,

Addensandosi, alla fine,

Sul nodo pesante, che non fa dormire;

Cattivo, che non ammette attenuante;

Nitido di malevola essenza,

Irresolubile, come ogni cosa nel buio.

Il sonno incombe ma non assale,

Pigro assediante vanamente implorato,

Respinto da spasmi e malesseri,

Contrazioni di muscoli e mente,

Allontanato dallo stesso atto del chiederlo.

Vince tardi, il sonno, torpore pesante,

Ristoro anestetico, breve,

Irto di sogni contorti,

Fermenti di ricordi, paure e speranze.

Il mattino giunge presto,

Madido di stanchezza,

Portatore di luce nuova, talvolta,

Rinnovando il peso, più spesso,

Nella cupa chiarezza,

Quando la notte non porta consiglio.

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Una passeggiata notturna al centro storico

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Una delle poche cose buone fatte dall’attuale sindaco di Napoli, e prontamente ridimensionate, è stata prolungare l’orario di apertura della metropolitana nel fine settimana. Mi ha dato, tra l’altro, l’opportunità di un paio di uscire rilassate con reflex al seguito.

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Il centro storico di Napoli non è un corpo a se, come in tante città turistiche. E’ vissuto, anzi sovraffollato, e tuttora, per molti versi, il cuore della città. Ovviamente non manca di trappole per turisti, ma la le persone che lo attraversano sono, per larga maggioranza, napoletani.

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Per questo l’antico – anzi antichissimo – e il moderno si intrecciano, molte volte in modo non rispettoso. Come gli scooter e “pizza a tranci” sotto il campanile più antico della città, quello di S. Maria Maggiore alla Pietrasanta, un’opera alto-medievale che incorpora elementi romani.

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Ambientazione ideale per un racconto di fantascienza, vero? Il centro del centro è, com’è noto, Piazza del Gesù Nuovo con l’adiacente Santa Chiara, come dire l’aspetto severo e quello benigno della religione.

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