Fastidi ovvero idiosincrasie

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Gigna, cieco, il balcone fantasma

Dopo il ragionamento sulle penne blu, mi sono accorto che ci sono alcune cose non mi entrano proprio, non riesco a impararle e a capirle. Non si tratta di complessità ma di qualcosa di più basilare, non saprei bene cosa: una sorta di intolleranza o di sindrome auto-immune intellettuale. Ve ne elenco qualcuna, in puro ordine alfabetico e con pochi commenti.

Ballo/balletto

Tra le tante forme d’arte è l’unica che non riesco a capire. Ammiro l’abilità dei ballerini, la perizia tecnica, la complessità, l’armonia dei movimenti, ma proprio non mi trasmette sentimenti. Una serata al teatro per una commedia è per me un invito a nozze, per un balletto sarebbe una condanna dura! Un mio limite, ovviamente.

Briscola

Amo i giochi da tavolo vecchio stile: Monopoli, Risiko e compagnia. Mi piace anche sedermi a tavola per la Tombola, a Natale, con parenti e amici. Invece amo poco o nulla le carte da gioco e mi impegno in una partita solo quando è proprio difficile dire di no. Una scopetta ce la faccio, a portarla a termine, sempre che l’avversario non sia di quelli scafati, che si ricordano tutte le carte e capiscono cosa ti resta in mano da quello che hai gettato: quelli così con me vincono facile, non si divertono e mi giudicano pure male. Il Tressette è al di la della mia capacità di concentrazione, in questo campo. Ma la mia bestia nera è la briscola, per motivi che non riesco a comprendere. Mi hanno spiegato regole e punteggi più e più volte, partendo da quando ero ragazzino, ci gioco al momento e poi, puntualmente, le dimentico.

Calcio

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Eh si, ho una strana idiosincrasia per il calcio. Mi interessa solo il risultato finale delle partite e più che altro per il significato sociale. Non devo litigare con mia moglie per vedere la partita in televisione: per me è un canale in meno tra cui scegliere. Sento le chiacchiere dei colleghi e ne sono trascinato, mi sorprende la passione e l’approfondimento, ma non mi prende, per nulla. L’aspetto positivo è che risparmio sulle pay-tv e ho un briciolo di tempo per altri hobby.

Peperoni

Sono onnivoro, per mia fortuna o sfortuna mangio di tutto. Amo concedermi la carne rossa, ogni tanto e non disdegno alcolici e cibi piccanti. Ma i peperoni, quelli proprio non li tollero. Non è solo che sono pesanti, è che per digerirli impiego giornate intere. Un singolo pezzetto in un pranzo completo e abbondante continua a tornarmi su, da solo, fino a sera. Per di più il sapore non mi piace per nulla.

Raccomandazioni

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Pesce grande mangia piccolo, ma finisce male: per me rappresentazione delle conseguenze dell’illegalità diffusa

Eh si, mai chieste e mai ottenute. Ne per lavoro, ne per esami, ne per pratiche (il)legali, ne per facilitazioni di iter. I professori all’Università non si accorgevano che avevo seguito tutte le lezioni, ma in ultima fila. Mi sono fatto un servizio militare “da grande” benché declassato. Sono stato più volte scavalcato in liste d’attesa e precedenze, al punto da vedermi a lungo negata la richiesta d’accompagnamento per mio padre malato. Anche nel piccolo: avevo una “mail sicura” per ottenere un’offerta telefonica favorevole, pagando un “disturbo” di pochi Euro e non l’ho mai inviata. Perché? Perché ogni piacere richiede un contraccambio. Perché non ne ho bisogno e non ho la mania di accumulare. Perché sono pigro e preferisco stare tranquillo. Perché, alla fine, mi crea fastidio fisico.

E le vostre?

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Queste sono le mie (alcune per la verità). Ne condividete qualcuna? Quali sono le vostre? E come ci convivete?

Quello che la vita

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La vita si sforza d’insegnarmi,

Mentre, ostinato, non la sento,

Di prendere l’ora come viene.

Abbandonare questo persistente errore,

Triste, di sforzarsi a prevedere

Tutto, e di procurarsi soluzioni pronte,

Da tenere in tasca.

…Di non opprimere lo stomaco con oscure ansie

Da uomo di poca fede.

Perché ho una donna che mi ama,

Una madre anziana da ascoltare,

Un lavoro complesso per l’impegno,

Varia umanità di mista familiarità,

Ed è una gran lista di doni,

D’intuito e volontà,

Tra cui la folle abilità

D’udire senza ascoltare.

Verso fine settimana

E’ una settimana piena, tra inattese rivelazioni nella vita privata* lavoro, dentista, volontariato ed… un funerale. Una di quelle in cui ti sforzi di dare senso alle cose, sei convinto che ci sia ma non riesci proprio a trovarlo. Alla fine la rivelazione: Neil Young che canta “Continuo a cercare un cuore d’oro, e sto diventando vecchio”, non proprio ottimista…

Tante risorse impegnate, tentativi a vuoto e qualcosa da portar via, la dove non m’aspettavo nulla. Eppure mi sembra, in qualche strano modo, di essere sulla via giusta, come se anche gli sfottò e le risate tra colleghi in ufficio** avessero un senso. Forse, come conclude Neil Young alla fine, oltre ad invecchiare, sto anche crescendo. Hai visto mai?

Da un po’ non mi occupo di politica sul blog, ma d’altra parte la politica stenta a risorgere (cosa per me necessaria, così come per il sindacato, ma questo è un altro discorso). Sui temi in ballo dell’attualità mi devo esporre? Diciamo di si. Sono tendenzialmente pro-TAV (forse perché sono un tecnico, vil razza dannata di meccanici con i loro ingranaggi e cacciavite), e si, penso che l’art. 18 vada riformato (pur godendo di un contratto a tempo indeterminato), anche se con la dovuta attenzione, e che il lavoro precario debba essere pagato più di quello a tempo indeterminato.

 

*) Calmini, nessun coming out.

**) Sembrerà strano, ma ci divertiamo un mondo.