Attenzione spoiler: discorso da buonista elitario

Gli indoratori di pillole sono sempre oberati di lavoro. Quanta merda da far ingoiare adeguatamente imbrillantinata! Politici, pubblicitari, propagandisti, difensori d’interessi particolari. Viviamo negli anni della più iniqua distribuzione di ricchezze che si sia mai vista, in cui pochissimi controllano la maggior parte dei beni del mondo mentre una massa innumerevole muore alla lettera di fame, ma ci raccontano che il problema, anzi il pericolo, sono gli immigrati in cerca di pane e speranza. Le mafie depredano vite, beni e speranze ma i politici ci additano come nemici gli accattoni che chiedono un centesimo all’angolo delle piazze. Pezzi sempre più ampi della nostra economia sono nelle mani di cinesi e indiani, però ripetiamo sempre che “gli immigrati ci rubano il lavoro”. I sussidi pubblici vanno in buona parte agli evasori fiscali, però la “pacchia” sarebbe nei campi di accoglienza per stranieri. Ognuno ha il suo minuscolo o maiuscolo interesse da tutelare, che sia una percentuale di voti da far crescere, una multinazionale da ingigantire, un abuso piccolo o grande da mascherare o un reddito di sopravvivenza da salvare. Ognuno fa leva con le forze che ha per il proprio interesse e alla fine quale voce si sente? Quella di chi ha più megafoni e leve e possibilità di pagare. Il povero è anche cattivo, automaticamente, e trasformato nel nemico di chi è un poco meno povero.

Beatitudini

Beati i miti, che lavorano più di quanto guadagnano: conglomerato cementizio del mondo, che non passa alla storia, senza lamentarsi reggono sulle spalle i grandi e consentono ai geni di esprimersi.

Beati i puri di cuore, perché scorgono ovunque le tracce del bello e non riescono a capire quanto profondamente orrendo sia il brutto del mondo.

Beati i misericordiosi, perché, considerando i mali altrui e adoperandosi per essi, sono in grado di non sopravvalutare i propri.

Beato chi si accontenta, non perché gode (le banalizzazioni di cui sono capaci a volte i proverbi) ma perché non soffre vanamente nell’ansia di quello che non ha e non gli serve.

Beato il povero (non il misero) che è più libero del ricco (si, ci credo davvero) e di chi si spende l’anima inseguendo la ricchezza.

Beato chi ha fame e sete di giustizia, perché avrà uno scopo per impegnarsi e faticare fino all’ultimo dei suoi giorni e un motivo per sopportare ogni disagio.

Beato me quando ritrovo chi mi vuol bene sopportando i miei difetti e apprezza il mio aiuto, per quanti sbagli faccia.

(Spero di non essere stato troppo blasfemo, nel caso chiedo scusa. Non voglio certo sminuire o riscrivere i Vangeli, solo, in piccolissimo, se ci riesco, farvi fermare un minuto a leggere).

Migranti e miopia

Frontiere chiuse fra USA e Messico, forse si erigerà un muro. Campi di concentramento per migranti in Libia e altrove, col beneplacito dell’Europa. Porti chiusi alle ONG in tutto il Mediterraneo. La Fortezza Occidente si sta chiudendo, serra le frontiere fisiche e morali, ma la storia c’insegna che ogni baluardo è destinato, prima o poi, a cadere o a essere aggirato: le uniche fortezze rimaste in piedi sono quelle inutili, relitti abbandonati dalle alluvioni della Storia. Le migrazioni di massa causate dalla povertà sono un problema globale ma ci si ostina a affrontarlo localmente, come se il mondo finisse alla frontiera di stato, quando non addirittura al confine comunale. Se non è una strada verso il disastro ci somiglia molto.

Frammenti di libertà

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Assunzione di base:

Il momento della scelta è l’unico vero della libertà.

Conseguenze:

È libero chi ha delle alternative.

È intelligente chi trova delle alternative dove altri non ne vedono.

Usa bene la propria libertà chi ha criteri per scegliere.

Per cui:

Chi è più intelligente è più libero.

Chi è più povero è meno libero.

Chi è più coraggioso è più libero.

Chi sa di più è più libero.

(Corollario: chi ha più pregiudizi è meno libero).

Chi è più pigro è meno libero, perché si preclude opzioni.

Scopo del governo:

Aumentare la libertà dei singoli cittadini.

Sicurezza, sanità, stato sociale rientrano, a mio avvisto, in quest’ambito, perché garantiscono la tranquillità del cittadino e quindi la libertà di vivere come preferisce, nel rispetto delle leggi ovvero della libertà e sicurezza degli altri.