L’anticinefilo

Lo confesso, non amo il cinema. Ci vado di rado (sempre più di rado, anzi praticamente mai), e solo se trascinato. In sala mi ritrovo spesso a sbirciare l’orologio, salvo rari casi di “pellicole” estremamente coinvolgenti. La mia domanda implicita, nel momento doloroso di scegliere un film è: “in quale ci sono più aeroplani e carri armati?” sapendo già che il mio gusto non sarà condiviso dalla maggioranza. Non riesco nemmeno lontanamente a capire l’enfasi mediatica per feste, festival e premi cinematografici d’ogni sorta, dagli Oscar in giù. Preferisco di gran lunga gli spettacoli dal vivo, musica o, meglio ancora, teatro. Davanti ad un palco con attori rimango incantato, perfino quando la recitazione non è esattamente eccelsa. Il teatro è vivo, il cinema riproduzione: so che non condividerete, ma per me è così.

Lavoro, gioco e cattiveria

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Ogni lavoro è un po’ un gioco di ruolo e, a seconda dell’indole, ognuno lo vive più o meno come tale. A me sembra che viva meglio chi s’immerge un po’ di più nel personaggio, ovviamente senza esagerare.

Mi ricordo che, quando fui costretto a fare il servizio militare, “fare finta di essere un soldato vero” mi aiutava a passare meglio le giornate. Anche se, alla fine, era tutto o quasi una simulazione.

Una delle responsabilità di chi organizza o gestisce questo “gioco”, oltre a renderlo fruttuoso, è di fare in modo che esso contenga quanta meno cattiveria possibile. Una piccola dose è necessaria, ma non troppa. Bisogna evitare che lo scopo del gioco sia prevaricare il prossimo, interno o esterno all’organizzazione, o che il successo, quale che esso sia, passi necessariamente per tale atto.

E’ importante perché le persone, o almeno una buona parte, sono mediamente portate a rispettare le regole, soprattutto se questo porta un premio, e se queste regole comportano di commettere del male si è portati a commetterlo con pochi o nessuno scrupolo di coscienza. Le regole scaricano la responsabilità: lo si vede in tutti i regimi totalitari e in tante condizioni che mettono qualcuno al di sopra di qualche altro. Esperimenti hanno dimostrato che è relativamente semplice trasformare un uomo in un kapò quasi nazista, con i giusti condizionamenti ambientali e personali.

Mi citano!

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Per la prima volta, nella vita di questo blog, mi arriva una citazione per un premio! Non sarà un oscar, ma di certo una dimostrazione di stima. Allora, si tratta del Premio Talento Curioso Award (ma “award” non è sinonimo di “premio”?), creato dal blogger Vittorio (http://vittoriot75ge.wordpress.com). Chi mi ha nominato è stata Viola di http://violetadyliopinionistapercaso.wordpress.com/.

Potrei atteggiarmi a superiore, dire che questi premi servono a farsi pubblicità, che molti blog sono scritti solo per altri blogger ma… si, se posso farmi un po’ di pubblicità mi va benissimo! A costo di farla anche a altri. E poi se a qualcuno piace quello che scrivo (beh si qualcuno così esiste), perché non farlo sapere in giro?

Allora giochiamo. Secondo le regole. devo rispondere a cinque domane e nominare a mia volta altri cinque blog. Procedo.

  1. “Per te è più importante l’esercizio o il talento?” Direi l’esercizio. Si fa tanto parlare di talento e ispirazione, ma spesso si tratta soltanto di grossolana approssimazione.
  2. “Quale tipo di arte (scrittura, disegno, fotografia, ecc.) ti rappresenta meglio?” La scrittura no? E che cavolo. Con due blog e un romanzo all’attivo! In secondo luogo la fotografia. Per il disegno, mi limito a schizzi quando proprio non riesco a spiegarmi a parole e per la musica… meglio non parlarne.
  3. “Da 1 a 10, quanto sei soddisfatto/a del tuo blog?” 7 come giudizio personale. 4,5 come risultato oggettivo.
  4. “Immagina di mollare tutto e tutti e sparire, quale sarebbe la prima cosa che faresti?” Non ho mai sognato di sparire. Non è vero: prenderei un aereo.
  5. “Hai la possibilità di realizzare un desiderio oltre ogni limite dell’immaginazione, cosa chiederesti?” Bandendo a priori idee come “la pace nel mondo” e “la cura universale per il cancro” direi che voglio andare sulla Luna, camminarci sopra e tornare con una valigia di fotografie e qualche ricordino del posto. E così avere qualcosa da raccontare per il resto della vita.

E ora i blog da nominare. Da quel che ho capito non e richiesta la motivazione della scelta, per cui non la do. L’ordine è solo parzialmente casuale.

http://angolodelpensierosparso.wordpress.com

http://fardiconto.wordpress.com

http://blog.francescophoto.it

http://nadiaterranova.com/

http://raimondorizzo.wordpress.com/

Sotto a chi tocca!