Mi scappa un haiku

Mi è venuta di recente la febbre per gli “haiku”, per l’essenzialità e per lo sforzo di sintesi che questa forma poetica impone. Esercizio non da poco, soprattutto in un’epoca come questa, in cui dilungarsi nel parlare esprimendo pochi contenuti ma colpendo l’emotività facile o i bassi istinti è diventato dimostrazione di qualità oratoria. Ho mantenuto il vincolo di trattare temi naturali, collegandoli allo spirito umano e al passaggio delle stagioni, ma virandone l’idea a modo mio, in un mondo in troppa parte artificiale. Eccone una piccola selezione. Spero che mi scuseranno i puristi se la forma non è rigorosa come dovrebbe, tutti per lo scarso valore artistico.

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Haiku per tutte le Terre dei Fuochi

Corri, nube, lontano,

Nel vento puro,

Dal triste fumo nero.

Giardino d’aprile

Odo ronzii lievi:

Rinasce l’incoscienza

Tutt’intorno a noi.

Pigrizia d’agosto

Una mosca al sole

Traccia linee impreviste:

Geometra del caos!

Novembre 2019

Avvolge il mondo

La lenta pioggia fredda,

Strato a strato: e me.

Nuovi habitat

Vira il gabbiano,

Agile, al mare nuovo

D’ondosi rifiuti.

Tutto qui

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Dettagli di primavera in autunno

Quest’istante di sovrapposizione

fra dare e avere,

perdere e donare,

sentire e sapere,

udire e ascoltare,

Precario bilico

tra essere e sognare,

volere e potere.

bere e mangiare

o digiunare.

Breve,

tra possedere e apparire,

vegliare e dormire,

sbocciare e sfiorire,

godere e soffrire.

Questo, tutto qui, è vivere.