Il Confine (troppo labile) tra storia e finzione

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Sceneggiato “Il Confine” (scusate ma “fiction” mi  crea conati) andato in onda il 15 e 16 maggio 2018: Grande Guerra in stile “soap” (e dagli con l’inglese). Apprezzo lo sforzo della RAI, nell’anno delle celebrazioni per i 100 anni dalla fine del tremendo conflitto, ma si poteva fare di meglio.

OK, è divulgazione e bisogna tagliare, selezionare e dare spazio alla fantasia.

OK all’esigenza di pacificazione, inventando una storia d’amore improbabile che scavalca i confini e le nazionalità. Trucco utile anche per mostrare gli eventi da entrambi i lati della frontiera.

Sono pronto a passare sopra anche a imperfezioni storiche segnalate da molti appassionati: uniformi, attrezzature, armamenti, personaggi tutti di classi sociali medio-alte e alte. Ma alcune cose mi hanno davvero infastidito, ecco le principali:

– Cambi di confine tra paesi in guerra effettuati avanti e indietro, come passeggiate;

– Scene di massa senza masse. Battaglie edulcorate, tra nuclei limitati, quasi senza artiglieria, sempre in primavera, senza pioggia ne neve ne fango, che durano pochi minuti invece che giorni e giorni d’inferno;

– E infine la cosa, per me, peggiore: neanche un meridionale, nemmeno uno ne al fronte ne nelle retrovie. Ho capito che la Prima Guerra Mondiale è stata un fatto austro-lombardo-veneto!

La Guerra 1914-18 è stata una tragedia quasi inimmaginabile, che ha coinvolto l’Europa per intero e non solo. Spero che questa fiction abbia aiutato qualcuno a farsene un’idea, ma temo che l’obiettivo sia stato raggiunto in modo molto parziale. Molto coinvolgenti, da un punto di vista emotivo, le riprese del Sacrario militare di Redipuglia, nel finale.

Se volete, potete leggere le memorie di prigionia dell’aspirante ufficiale Gaetano Parlavecchio, mio nonno, siciliano.

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Pattuglia

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Un mio racconto breve, dal titolo “Pattuglia”, è in gara nella trasmissione Radio1 Plot Machine. È stato letto in diretta lunedì sera, 9 ottobre, assieme a un altro sul tema comune “Il Mare” e limite di 1500 caratteri.

L’argomento è di fantascienza, come al solito per me. Una metafora sulla guerra e sulle differenze apparentemente insormontabili su cui si fonda. La prima idea mi è venuta dai racconti dei piloti, anche italiani, che hanno preso parte alle battaglie aeree su Malta nella Seconda Guerra Mondiale.

La gara si svolge sulla pagina Facebook della trasmissione e vince chi raccoglie più “mi piace” con una soglia minima di 250. Se volete darmi una mano (o anche soltanto leggerlo) vi riporto di seguito i link:

https://www.facebook.com/radio1plotmachine/photos/a.1425589004387734.1073741828.1424661784480456/1959786357634660/?type=3&theater

https://www.facebook.com/radio1plotmachine/posts/1959786920967937

Grazie in anticipo!

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Aggiornamento (17/10/2017). Il mio racconto ha vinto per numero di “Mi Piace” raccolti: 98 contro 81 del “concorrente”, tuttavia non ha raggiunto la soglia minima prevista a regolamento di 250 voti. Per cui in pratica non ha vinto nessuno: il mio racconto potrà essere ripescato dalla “giuria di esperti” per la pubblicazione (che è l’obiettivo finale), mentre l’altro è eliminato. Ho scritto per ammettere entrambi al ripescaggio, dal momento che anche l’altro racconto mi sembra letterariamente valido.