Serve il touch-screen in automobile?

Fiat 500 Abarth storica - plancia tutta quadranti

Honda, il grande produttore giapponese di automobili, ha deciso di rimuovere alcuni comandi dal touch-screen, re-introducendo i controlli manuali. Ciò, in particolare, per l’aria condizionata.

In questa mossa, contraria alle tendenze (o mode?) del mercato, era stata preceduta dalla connazionale Mazda, che anzi sembra fare una scelta ancora più radicale.

Retrogradi? Secondo me no. La mia personale esperienza di automobilista mi dice che gli schermi tattili distraggono pesantemente dalla guida.

Girando con una Citroen presa a noleggio mi sono accorto che mi era quasi impossibile cambiare la temperatura dell’aria condizionata mentre guidavo, dal momento che dovevo navigare attraverso le sezioni del bello schermo tattile messo al centro dell’abitacolo. Dal navigatore dovevo passare al menù clima, individuare la freccia giusta e premerla un tot di volte. Ho finito per morire di caldo fino alla sosta successiva: preferiscoo vivere!

Al contrario, sulla mia Fiat, mi basta allungare la mano per trovare la manopola del clima, a memoria, senza bisogno di distogliere gli occhi dalla strada.

La mania del touch-screen in auto, sempre più grande e onnicomprensivo, mi sembra risponda a due moventi. In primo luogo la moda, come accennavo, e il richiamo a telefonini e tablet, come paradigma di qualsiasi innovazione tecnologica: se non c’è lo schermo, e bello grande, l’automobile sembra vecchia e il cliente potenziale non la compra. Sorta di “effetto Tesla” che si sta rapidamente diffondendo, direi come un’epidemia, anche se il paragone è inopportuno visto il momento. In secondo luogo, ma almeno ugualmente forte, c’è l’economia: eliminare comandi fisici, componenti, lavorazioni e cablaggi complessivamente riduce i costi e chi fa prodotti di massa deve starci più che attento.

Uno schermo grande è utile per la navigazione e forse anche per l’intrattenimento audio, ma per il resto? Quanto tempo e quanta attenzione ruba dover navigare tra menù e opzioni? Per eseguire un comando tattile sullo schermo devi guardarlo, distraendoti dalla guida, non puoi cercarlo solo con le dita. In più di solito non basta un singolo gesto ma serve una sequenza, peggiorando la situazione dal punto di vista della sicurezza. Ritengo possibile che, passato l’entusiasmo iniziale per gli schermi tattili, anche i clienti cominceranno a cambiare parere e i comandi manuali riprenderanno un po’ di spazio perso nelle automobili, almeno finché nuove tecnologie non li mettano di nuovo a rischio, come un’evoluzione sostanziale dei comandi vocali o schermi che forniscano una risposta sensibile al tatto, oltre che grafica.

L’anticinefilo

Lo confesso, non amo il cinema. Ci vado di rado (sempre più di rado, anzi praticamente mai), e solo se trascinato. In sala mi ritrovo spesso a sbirciare l’orologio, salvo rari casi di “pellicole” estremamente coinvolgenti. La mia domanda implicita, nel momento doloroso di scegliere un film è: “in quale ci sono più aeroplani e carri armati?” sapendo già che il mio gusto non sarà condiviso dalla maggioranza. Non riesco nemmeno lontanamente a capire l’enfasi mediatica per feste, festival e premi cinematografici d’ogni sorta, dagli Oscar in giù. Preferisco di gran lunga gli spettacoli dal vivo, musica o, meglio ancora, teatro. Davanti ad un palco con attori rimango incantato, perfino quando la recitazione non è esattamente eccelsa. Il teatro è vivo, il cinema riproduzione: so che non condividerete, ma per me è così.