Uno più uni

Adunanza oceanica

C’è una mentalità comune di considerare la maggior parte delle persone come semplici figuranti su una scena in cui agiscono pochi grandi uomini (e magari donne). Ce lo insegnano i libri di storia ed anche le favole, mi sembra, funzionano più o meno così.

Maghi, nobili ed eroi

Non mi è chiaro che ruolo ognuno assegni a se stesso in quest’ambito, resta il fatto che la “massa” è indistinta, o meglio fatta da elementi che possono essere facilmente sostituiti, senza che il quadro generale cambi in modo sensibile.

“Massa” è in effetti un concetto che sa di stantio, ha il sapore dei regimi dittatoriali del secolo scorso e non va più di moda. In realtà lo schema sopra esposto serve ad altro e funziona spesso come mezzo di auto-assoluzione: che colpa ne abbiamo noi di quello che succede, dal momento che non siamo quelli che decidono?

“Noi” siamo i piccoli, facciamo quello che possiamo, che siamo costretti. Quelli che decidono per tutti, nel bene e nel male, sono “loro”. Il “noi” ed il “loro”, badare bene, sono sempre indistinto e per questo flessibili nell’uso. Comodi, insomma.

Che colpa ne abbiamo della crisi, tanto per dire, se abbiamo solo evaso un po’ di tasse? Se abbiamo forzato un po’ sulla percentuale d’invalidità? Se abbiamo chiesto raccomandazione per un lavoro? Dovevamo pur vivere!

O che responsabilità abbiamo nella tratta di esseri umani, se ho solo una colf in nero o se una volta ogni tanto vado a puttane? Non faccio male a nessuno!

Che posso mai fare io, piccolo e meschino, per la fame nel mondo? Ho già i miei guai.

Insomma, mi limito per pura comodità.

Bisognerebbe forse modificare la mentalità in modo che la comunità acquisisca un po’ più di valore, e non come collettività indistinta ma come somma di individui liberi e – parolaccia – responsabili. L’uno dell’altro.

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