Aggiornamento hardware

Il mio primo processore

Il mio primo processore

Dovrei comprare un nuovo computer, ma non riesco a decidermi. Ho alcuni punti fermi e alcune perplessità, non tutte razionali.

L’evento è di una certa rilevanza, perché i miei cicli di aggiornamento dell’hardware sono diventati progressivamente più lunghi. Per un po’ di anni il mio PC, assemblato attorno a un Pentium 4 “single core”, mi è bastato per tutto quello che avevo voglia di fare, e ne ha viste di molti colori, tra applicativi, configurazioni e sistemi operativi.

Punti fermi: motivi dell’aggiornamento. Il mio vecchio desktop inamovibile è diventato inadatto al mio stile di vita: anche in casa mi fa comodo un portatile; può sembrare strano ma è così. In più mi farebbe comodo un po’ di potenza, per fare elaborazione fotografica senza aspettare minuti e minuti per ogni immagine. Tra l’altro, essendo alle prime armi devo fare diversi tentativi.

Altro punto semi-fermo: dopo tanti anni di Linux sono pronto a tornare a Windows come sistema operativo? Motivi: meno tempo e voglia di smanettare e provare soluzioni alternative. Insomma voglio la pappa pronta, e anche poter installare più facilmente i programmi. Inoltre, per alcune nuove attività, sono legato a Office. Linux mi è servito, ho imparato tanto e l’ho sfruttato per molto, ma nella vita è bello cambiare, ogni tanto, ben sapendo che da nessuna sponda del fiume c’è il paradiso. E magari non lo abbandonerò del tutto.

Per me è un cambiamento epocale: avevo sempre considerato il desktop come l’ottimo. E’ riparabile, espandibile, configurabile e ha il migliore rapporto costo / prestazioni. Ha un monitor e una tastiera veri. Ci metti dentro quello che vuoi e hai spazio per aggiungere e togliere a volontà. Quando lo cambi, salvi monitor, tastiera, masterizzatore e magari qualche altra cosetta. Ma la tecnologia invecchia in fretta, dopo un po’ non ha senso pensare a aggiornamenti. E, soprattutto, arriva il momento di riconsiderare l’ordine delle priorità.

D’altra parte ero un appassionato del filo che si è dovuto convertire al wireless, tuttavia non ho mai cambiato lo stereo con l’home theater e, visti i risultati medi, ho fatto bene.

Ma non divaghiamo ulteriormente. Ho verificato dai vari test disponibili in rete che anche un PC economico sarebbe notevolmente più prestazionale delle attempate macchine da calcolo di cui ora dispongo, ma applicherò la mia filosofia dominante: salire ragionevolmente di livello, prendendo come parametri gli aspetti per me rilevanti, in modo da sfruttare l’oggetto il più a lungo possibile, ovviamente a meno di imprevisti.

Da qui vengono le specifiche di massima: processore Intel i5 o i7 (o almeno un A8 lato AMD). Almeno 8 Gb di RAM. Scheda grafica dedicata. (Vista la pletora dei componenti disponibili, questo è dire tutto e dire niente). Leggero ma non troppo: non lo porterò spesso in viaggio e certamente non in vacanza: se no che vacanza sarebbe? Un masterizzatore DVD incorporato è preferibile ma non necessario, ormai i supporti ottici si usano davvero poco. Non ho particolari esigenze lato hard disk: sono ancora lontano dal saturare i 300 Gb del vecchio desktop.

Dubbi: ho una certa antipatia per l’interfaccia grafica di Windows 8. E’ una cosa epidermica. Mi dicono che con 8.1 è migliorata. Ma tirare fino alla prossima incarnazione, che dovrebbe essere la 10 e arrivare tra un annetto, non mi va molto. E poi la stragrande maggioranza dei portatili hanno degli orribili schermi lucidi con una pessima resa dei colori. E non mi nominate la Mela Morsicata!

Il processo, direi, è quasi a convergenza. Qualche suggerimento su marche e configurazioni, sole da evitare o aspetti degni d’attenzione?

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Un pinguino tradizionalista?

Linux si trova oggi, per certi aspetti, sul lato conservativo dell’informatica, ma andando a fondo non è esattamente così e, per la parte in cui è vero, non è ne una novità ne un vero paradosso.

Windows 8 sta introducendo su computer da tavolo e portatili una nuova interfaccia grafica, che cerca di essere più facile da impiegare e trasversale o quasi con i dispositivi tattili (telefonini avanzati, tavolette) Non tutti sono favorevoli, ma pare che il nuovo Finestre 8 stia vendendo abbastanza bene.

In Linux sta avvenendo qualcosa di simile con la nuova Gnome Shell, che è in realtà comparsa un bel po’ prima di Win-8 e propone ancora un altro approccio all’utilizzo del computer. Sulla scia è nata Unity, la nuova interfaccia grafica di Ubuntu

In ambito Linux, però, quest’innovazione ha portato a diverse reazioni: curiosità ed accettazione da un lato, prudenza e fastidio fino al rifiuto più o meno deciso dall’altro. Di conseguenza Gnome ha visto un netto calo di utilizzatori (e sviluppatori) mentre è aumentata la diffusione dei desktop di impostazione tradizionale, col menù applicazioni, la barra e tutto: KDE in primo luogo, ma anche Xfce, Lxde… A rendere più complesso il quadro sono comparsi nuovi desktop, per riprendere il discorso da dove la vecchia Gnome aveva lasciato: Mate, Cinnamom… Ubuntu si è visto surclassare, come interesse, da Mint, una distribuzione che ha fatto dell’aderenza ad un desktop “classico” uno dei suoi marchi di fabbrica: i due ultimi progetti elencati sono nati proprio da quelle parti.

Si evidenziano quindi alcuni aspetti interessanti:

– Libertà di scelta: chi usa Windows usa l’interfaccia grafica fornita dalla Microsoft, con solo le possibilità di configurazione consentite da Microsoft. Chi usa Linux può guardarsi intorno e scegliere in un’ampia rosa di possibilità e, se è sufficientemente esperto, anche mettere assieme i singoli pezzi che gli interessano e solo quelli.

– Linux non è necessariamente all’avanguardia, anzi: fedele (quando ci riesce) alla filosofia Unix, l’importante è che le cose funzionino e servano allo scopo. Ogni parte del sistema operativo deve fare il suo dovere ed interagire con le altre.

– Il brusco cambio di direzione di Windows poteva infatti essere l’occasione per raccogliere una quota di utilizzatori delusi e tradizionalisti, ma non è stato così: Linux resta marginale in campo “desktop” (mentre è diffusissimo a livello “server”) e chi è deluso da Windows, o stringe di denti e si adatta o al più passa ad Apple. Linux non ha raggiunto il livello di usabilità che lo può rendere appetibile ad una più ampia fascia di utenti, la sua storia ha visto così tanti casi di occasioni mancate che ormai mi sembra chiaro che, per molti motivi, quella strada non si riesce a seguire.

La mia scelta? Se a qualcuno interessa, Linux Mint Debian Edition, con desktop Xfce. Soluzione forse un po’ spartana ma pratica. Anche Gnome-Shell e KDE non sono niente male, però. (Post scritto dal mio netbook con Win 7).