Neutrini veloci ma non troppo

Mi sarebbe piaciuto che i neutrini fossero stati davvero più veloci della luce, nell’esperimento del CERN, perché avrebbe aperto il campo a tutte le fantasie di un navigato lettore di fantascienza. Viaggi interstellari o nel tempo… in un attimo tutto sembrava possibile.

Perché, diciamoci la verità, la teoria della relatività è bella, affascinante, consente di capire come va una gran fetta dell’universo ma ci sta stretta, con quel limite inviolabile della velocità della luce che sembra fatto apposta per tarpare le ali ai sogni più audaci.

Di certo, gli scienziati sono stati un po’ troppo avventati: presentare un risultato che può sconvolgere tutte le teorie correnti della fisica, senza prima verificare a fondo i passaggi logici ed i calcoli, sembra dimostrare un po’ troppa leggerezza, soprattutto perché il margine d’errore possibile era risicatissimo: una frazione di tempo ridicolmente piccola, un margine di percorso di più o meno venti centimetri della distanza fra Ginevra ed il Gran Sasso, se ben ricordo.

Per sconvolgere le teorie di Einstein sarebbe servito qualcosa di ben più sensazionale, d’indiscutibile, tipo i neutrini che viaggiano al doppio o al triplo della velocità della luce.

Più bello ancora – una specie di sogno ad occhi aperti – sarebbero stato se i neutrini fossero arrivati al Gran Sasso una frazione di secondo prima di essere sparati dalla Svizzera! Un bellissimo paradosso spazio-temporale da far saltare sulla sedia anche gli inersperti di fisica teorica. Quello sarebbe stato un momento esaltante, di certo per il sottoscritto, e magari Giulio Verne si sarebbe rialzato dalla tomba, per brindare assieme a tutti gli autori di fantascienza viventi e non.

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Verso fine settimana

E’ una settimana piena, tra inattese rivelazioni nella vita privata* lavoro, dentista, volontariato ed… un funerale. Una di quelle in cui ti sforzi di dare senso alle cose, sei convinto che ci sia ma non riesci proprio a trovarlo. Alla fine la rivelazione: Neil Young che canta “Continuo a cercare un cuore d’oro, e sto diventando vecchio”, non proprio ottimista…

Tante risorse impegnate, tentativi a vuoto e qualcosa da portar via, la dove non m’aspettavo nulla. Eppure mi sembra, in qualche strano modo, di essere sulla via giusta, come se anche gli sfottò e le risate tra colleghi in ufficio** avessero un senso. Forse, come conclude Neil Young alla fine, oltre ad invecchiare, sto anche crescendo. Hai visto mai?

Da un po’ non mi occupo di politica sul blog, ma d’altra parte la politica stenta a risorgere (cosa per me necessaria, così come per il sindacato, ma questo è un altro discorso). Sui temi in ballo dell’attualità mi devo esporre? Diciamo di si. Sono tendenzialmente pro-TAV (forse perché sono un tecnico, vil razza dannata di meccanici con i loro ingranaggi e cacciavite), e si, penso che l’art. 18 vada riformato (pur godendo di un contratto a tempo indeterminato), anche se con la dovuta attenzione, e che il lavoro precario debba essere pagato più di quello a tempo indeterminato.

 

*) Calmini, nessun coming out.

**) Sembrerà strano, ma ci divertiamo un mondo.