Mente e mondo

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Casa Battlo – Barcellona

Plana leggero,

Il pensiero,

Diafana nebbia d’impressioni,

Speranze, illusioni

E libere figurazioni.

Vola nello spazio immaginario

Che da se realizza e allarga,

Dove crea universi e li disgrega.

Ogni realtà imita e piega,

L’inesistente prefigura,

Riformula l’attuale a sua figura,

Di riformare il reale brama e desidera,

Preme sui propri confini, con onda e scia,

Non spinge sassi, tuttavia:

Fragile fantasma ideale,

Non esiste per il mondo materiale,

E solo percorre la sua via.

Ma con quello interagisce,

Come onde elettromagnetiche,

Che una radio percepisce

A ogni frequenza, magnetiche,

E amplifica fino a renderle suoni:

Le mani,

Come antenne per le tensioni dei neuroni,

Tramite il conduttore della coscienza arbitra,

Producono l’illusione di alterare il mondo

E la realtà di cambiare il se.

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I grandi dubbi…

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L’attrice protagonista di un film porno è una ragazza montata?

In un concorso di cuochi bisogna rispondere a domande di cottura generale?

Un cuoco che muore lo espongono nella camera al dente?

Un vegan può uscire fuori di seitan?

I calzolai moderni sono ancora in grado di fare lo zoccolo duro?

Una mattina di cielo limpido è una prima visione assolata?

Un pittore ecologico dipinge con i pennelli solari?

L’ultimo stadio è dove si gioca la finale di campionato?

In un centro tricologico, per mandare via un cliente esagitato gli dicono: “La prego, stia calvo”?

Se ti chiedono di andare a pescare mitili per te è un invito a cozze?

Chi prepara gli abiti per un film porno si chiama scostumista?

Pincopallo, Tizio e Caio si conoscono?

Se al posto dello stipendio ti danno una macchina è un l’auto compenso?

(Mi scuserete un post leggero e sconsiderato, spero, una volta tanto)

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Fastidi ovvero idiosincrasie

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Gigna, cieco, il balcone fantasma

Dopo il ragionamento sulle penne blu, mi sono accorto che ci sono alcune cose non mi entrano proprio, non riesco a impararle e a capirle. Non si tratta di complessità ma di qualcosa di più basilare, non saprei bene cosa: una sorta di intolleranza o di sindrome auto-immune intellettuale. Ve ne elenco qualcuna, in puro ordine alfabetico e con pochi commenti.

Ballo/balletto

Tra le tante forme d’arte è l’unica che non riesco a capire. Ammiro l’abilità dei ballerini, la perizia tecnica, la complessità, l’armonia dei movimenti, ma proprio non mi trasmette sentimenti. Una serata al teatro per una commedia è per me un invito a nozze, per un balletto sarebbe una condanna dura! Un mio limite, ovviamente.

Briscola

Amo i giochi da tavolo vecchio stile: Monopoli, Risiko e compagnia. Mi piace anche sedermi a tavola per la Tombola, a Natale, con parenti e amici. Invece amo poco o nulla le carte da gioco e mi impegno in una partita solo quando è proprio difficile dire di no. Una scopetta ce la faccio, a portarla a termine, sempre che l’avversario non sia di quelli scafati, che si ricordano tutte le carte e capiscono cosa ti resta in mano da quello che hai gettato: quelli così con me vincono facile, non si divertono e mi giudicano pure male. Il Tressette è al di la della mia capacità di concentrazione, in questo campo. Ma la mia bestia nera è la briscola, per motivi che non riesco a comprendere. Mi hanno spiegato regole e punteggi più e più volte, partendo da quando ero ragazzino, ci gioco al momento e poi, puntualmente, le dimentico.

Calcio

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Eh si, ho una strana idiosincrasia per il calcio. Mi interessa solo il risultato finale delle partite e più che altro per il significato sociale. Non devo litigare con mia moglie per vedere la partita in televisione: per me è un canale in meno tra cui scegliere. Sento le chiacchiere dei colleghi e ne sono trascinato, mi sorprende la passione e l’approfondimento, ma non mi prende, per nulla. L’aspetto positivo è che risparmio sulle pay-tv e ho un briciolo di tempo per altri hobby.

Peperoni

Sono onnivoro, per mia fortuna o sfortuna mangio di tutto. Amo concedermi la carne rossa, ogni tanto e non disdegno alcolici e cibi piccanti. Ma i peperoni, quelli proprio non li tollero. Non è solo che sono pesanti, è che per digerirli impiego giornate intere. Un singolo pezzetto in un pranzo completo e abbondante continua a tornarmi su, da solo, fino a sera. Per di più il sapore non mi piace per nulla.

Raccomandazioni

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Pesce grande mangia piccolo, ma finisce male: per me rappresentazione delle conseguenze dell’illegalità diffusa

Eh si, mai chieste e mai ottenute. Ne per lavoro, ne per esami, ne per pratiche (il)legali, ne per facilitazioni di iter. I professori all’Università non si accorgevano che avevo seguito tutte le lezioni, ma in ultima fila. Mi sono fatto un servizio militare “da grande” benché declassato. Sono stato più volte scavalcato in liste d’attesa e precedenze, al punto da vedermi a lungo negata la richiesta d’accompagnamento per mio padre malato. Anche nel piccolo: avevo una “mail sicura” per ottenere un’offerta telefonica favorevole, pagando un “disturbo” di pochi Euro e non l’ho mai inviata. Perché? Perché ogni piacere richiede un contraccambio. Perché non ne ho bisogno e non ho la mania di accumulare. Perché sono pigro e preferisco stare tranquillo. Perché, alla fine, mi crea fastidio fisico.

E le vostre?

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Queste sono le mie (alcune per la verità). Ne condividete qualcuna? Quali sono le vostre? E come ci convivete?